Ravello: l’assassina di Patrizia Attruia di Scafati premeditò l’omicidio

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L’omicidio di Patrizia Attruia avvenuto a Ravello il 27 marzo scorso era stato pianificata dalla sua assassina Vincenza Dipino. Queste sono le conslusioni a cui è giunta il pm Cristina Giusti della Procura di Salerno che ieri ha notificato alla killer l’ avviso di conclusione delle indagini. La vittima originaria di Scafati(con parenti anche a Castellammare di Stabia) fu uccisa da Vincenza Dipino che aveva pianficato l’omicidio per questo le contesta l’ipotesi di omicidio volontario, con l’aggravante della premeditazione per Vincenza Dipino. Invece Giuseppe Lima, compagno della vittima(che dal maggio scorso iscritto nel registro degli indagati), è accusato di concorso in occultamento di cadavere e favoreggiamento. Una vicenda di cui ancora oggi si parla in costiera amalfitana. Secondo la ricostruzione degli investigatori la vittima da circa tre anni si era trasferita da Scafati a Ravello, dove viveva con Lima. Entrambi disoccupati, vivevano in un fabbricato rurale vicino a un terreno agricolo. Poi si erano trasferiti a casa di Vincenza Dipino. Ma tra le due donne nacque sin da subito una rivalità per l’uomo di casa con continue liti. Poi, secondo la rivostruzione fatta dalla stessa assassina che ha confessato tutto e gli elementi raccolti dagli investigatori, almeno due giorni prima del 27 marzo scorso dopo l’ennesima lite la Dipino strangolò la rivale, tra la cucina e la camera da letto poi il corpo venne trascinato per il corridoio e adagiato all’interno di una cassapanca con l’aiuto di Vincenzo Lima che si è sempre dichiarato innocente.