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Cronaca

Strage della Sanità: carcere confermato per le donne dei “Barbudos”

CronachedellaCampania.it

Niente libertà per addolorata “Dora” Spina e Vincenza Esposito rispettivamente mamma e moglie di Antonio Genidoni, capo dei “Barbudos” della Sanità arrestati insieme con Emanuele Ealvatore Esposito la notte del 9 maggio scorso con l’accusa di essere mandanti, istigatori ed esecutore materiale della strage delle Fontanelle al rione sanità in cui trovarono la morte Giuseppe Vastarella, nipote del boss Patrizio, e il cognato Salvatore Vigna mentre altri tre del clan Vastarella rimasero feriti. La stessa decima sezione penale del Riesame che ha respinta l’istanza di scarcerazione di Waletr Mallo, (loro alleato) ha deciso che le due donne che avevano presentato istanza di scarcerazione devono invece restare in cella. Le intercettazioni telefoniche che portarono al blitz del 9 maggio fatte nei giorni precedenti hanno retto al vagli dei giudici. Il quadro accusatorio contro Dora Spina, moglie del defunto boss Pierino Esposito e madre di Ciro, entrambi uccisi alla San..

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Niente libertà per addolorata “Dora” Spina e Vincenza Esposito rispettivamente mamma e moglie di Antonio Genidoni, capo dei “Barbudos” della Sanità arrestati insieme con Emanuele Ealvatore Esposito la notte del 9 maggio scorso con l’accusa di essere mandanti, istigatori ed esecutore materiale della strage delle Fontanelle al rione sanità in cui trovarono la morte Giuseppe Vastarella, nipote del boss Patrizio, e il cognato Salvatore Vigna mentre altri tre del clan Vastarella rimasero feriti. La stessa decima sezione penale del Riesame che ha respinta l’istanza di scarcerazione di Waletr Mallo, (loro alleato) ha deciso che le due donne che avevano presentato istanza di scarcerazione devono invece restare in cella. Le intercettazioni telefoniche che portarono al blitz del 9 maggio fatte nei giorni precedenti hanno retto al vagli dei giudici. Il quadro accusatorio contro Dora Spina, moglie del defunto boss Pierino Esposito e madre di Ciro, entrambi uccisi alla Sanità e i cui omicidi hanno dato vita alla faida, è schiacciante. Si legge infatti nelle intercettazioni che la donna nonostante la strage con due morti e tre feriti non è affatto contenta del risultato ottenuto: “…O il padre o il figlio… non ve lo voglio dire più”. alludendo al fatto che dovevano morire patrizio Vastarella e il figlio perché “…adda avè lo stesso dolore che aggia avut io la mamma, tale e quale a me lo deve avere”. E’ bastato questo per farle restare in carcere. Il figlio Antonio Genidoni e il parente Emanuele Salvatore Esposito invece, essendo stati arrestati a Milano dove si trovavano, devono aspettare l’arrivo a Napoli degli atti di convalida del fermo per poter procedere eventualmente alla richiesta di Riesame e di scarcerazione.

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