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Napoli, altri due indagati per l’omicidio di Vincenzo Ruggiero

Ci sono altri due indagati per l’omicidio da “macelleria messicana” del giovane commesso di Parete, Vinecenzo Ruggiero, ucciso e fatto, fatto a pezzi e sotterrato in un garage di Ponticelli, dal 35enne dipendente della marina militare, Ciro Guarente. La procura di Napoli Nord che sta conducendo le indagini ha puntato l’attenzione da tempo su altri due complici. Si tratterebbe di altre due persone che lo avrebbe aiutato ad occultare il cadavere nel garage degli orrori. Due persone di Ponticelli, il suo quartiere, e che il “grinder boy” Ciro Guarente conosceva bene. In carcere con lui già c’è Francesco De Turris, un pregiudicato del quartiere che avrebbe fornito la pistola calibro 7,65 con la quale sarebbe stato ucciso il povero Vincenzo. Ai due nuovi indagati, sulle cui tracce gli investigatori erano da tempo e per i quali i magistrati sarebbero pronti a chiedere misure restrittive, attraverso i tabulati telefonici del feroce assassino. Guarente, che ieri ha rinunciato al Riesame, dopo aver ucciso Vincenzo Ruggiero in via Boccaccio ad Aversa nell’abitazione della sua compagna trans Heven Grimaldi, avrebbe telefonato ad una serie di pregiudicati di Ponticelli per chiedere aiuto. E due di essi secondo gli investigatori lo avrebbero sicuramente aiutato ad occultare il cadavere nel garage. Non si sa, al momento, se i due abbiano anche preso parte alla macabra operazione di sezionamento del corpo e poi allo scioglimento nell’acido, nel tentativo di far perdere le tracce. Ora bisogna attendere le decisioni del gip per capire chi sono gli altri personaggi coinvolti e intanto l’inchiesta continua alla ricerca dei resti (la testa e parte di un braccio) dello sfortunato Vincenzo Ruggiero.

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