Camorra, chiesti oltre tre secoli di carcere per boss e gregari del clan Orlando.TUTTE LE RICHIESTE

Ultime News

Napoli: 18enne sorpreso con un revolver, sottoposto agli arresti domiciliari

Acerra, 27 marzo 2026 – Arrestato 18enne con revolver...

Corte d’Appello conferma assoluzione di due agenti coinvolti in violenze nel carcere di Napoli

Assolti due agenti penitenziari per violenze nel carcere di...

Secondigliano, squarciate le ruote di una volante in un attacco contro le forze dell’ordine

Tensione a Secondigliano: Raid Vandalico Colpisce la Polizia Napoli –...

Oltre tre secoli di carcere. Una mazzata nonostante abbiamo chiesto e ottenuto di essere processati con il rito abbreviato. Le richieste del pm della Dda di Napoli sono senza sconti per i 24 imputati tra boss e gregari del clan Orlando.
Venti anni di carcere Angelo Orlando (classe 1979) detto ‘o malomm per il cugino Raffaele Orlando, detto papele, Gennaro Sarappo ‘o marmittar e per Crescenzo Polverino, detto Crescenziello. Ma anche 18 anni di carcere per Gaetano, Orlando, Lorenzo Nuvoletta, nipote omonimo del defunto padrino, Angelo Di Maro ‘o pagliariello e Salvatore Ruggiero ‘u russ. Queste le richieste di pena più pesanti.
La cosca controllata dal boss latitante dal 2003, Antonio detto mazzulill  aveva preso il predominio su Marano e i comuni limitrofi estromettendo i Polverino e assoggettando Nuvoletta e grazie a vincoli familiari aveva creato clan satelliti con i quali controllava anche i comuni di Mugnano, Calvizzano e Quarto.Un clan articolato in piu’ livelli, militarizzato, in grado di imporre il pagamento del ‘pizzo’ a tappeto sul territorio, forte anche di ‘innesti’ della famiglia Novoletta, un tempo l’unica federata con la mafia siciliana.
Il nuovo gruppo criminale avrebbe esteso i propri tentacoli su settori specifici del territorio: mercato ortofrutticolo, edilizia ed appalti pubblici, gestione del ciclo integrato dei rifiuti, cimitero e macchina amministrativa. Con la latitanza di Antonio la famiglia malavitosa era guidata dai fratello Gaetano e Raffaele detto papele e dal cugino Angelo detto ‘o malomm.
La cosca aveva inglobato alcuni esponenti dei Nuvoletta di Marano e  si era estesa nel territorio limitrofo era strutturata in almeno quattro livelli.
Al vertice del gruppo, detto anche dei Carrisi, i fratelli Orlando, roccaforte tra Marano e Quarto; poi, al secondo livello, Armando Lubrano, nipote del boss Antonio, insieme a Lorenzo Nuvoletta, figlio di Ciro, elemento di vertice dell’omonimo clan ucciso in un agguato, e Angelo Orlando, ‘portavoce’ dei boss; al terzo livello, i ‘responsabili di zona’ come Gennaro Sarappo, che si occupa di Quarto, e Raffaele Lubrano, attivo a Calvizzano, insieme all’addetto al controllo, Celeste Carbone; al quarto livello, gli esecutori degli ordini.
Queste, nel dettaglio, le richiesta di pena invocate dalla Procura: Salvatore Aiello, 4 anni di reclusione; Mario Amitrano, 4 anni; Luigi Baiano, 14 anni; Celestino Carbone, 10 anni; Raffaele Carputo, 10 anni; Francesco Cincinnato, 4 anni; Di Lanno, 14 anni; Angelo Di Maro, 18 anni; Vincenzo Esposito, 7 anni; Maria Rosaria Gagliano, 12 anni; Raffaele Lubrano, 14 anni; Vincenzo Lubrano, 14 anni; Pasquale Fabio Lucci, 15 anni; Lorenzo Nuvoletta, 18 anni; Angelo Orlando (classe 1972), 5 anni; Angelo Orlando (classe 1979), 20 anni; Gaetano, Orlando, 18 anni; Raffaele Orlando, 20 anni; Crescenzo Polverino, 20 anni; Salvatore Ruggiero, 18 anni; Gennaro Sarappo, 20 anni; Mario Sarappo, 12 anni; Aniello Schiattarella, 4 anni; Raffaele Veccia, 12 anni; Claudio Visconti, 9 anni.