Camorra, il figlio di Nunzia D’Amico: ”Ho visto il killer di mia madre”

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Aveva visto il killer della madre ma dice di non averlo riconosciuto perché aveva un passamontagna.

Ha messo a verbale il suo racconto contenuto nell’ordinanza di custodia cautelare che ieri ha dato una spallata ulteriore al clan De Micco “Bodo” di Ponticelli. A parlare è Antonio E., figlio di Salvatore detto Chernobyl e Annunziata D’Amico, la “passilona”, la donna boss del Rione Conocal di Ponticelli. Fu uccisa fuori casa il 10 ottobre 2015. Fu quello l’omicidio che segnò la supremazia dei De Micco “bodo”su tutta Ponticelli lasciando ai “Fraulella” il solo Conocal. Il racconto del ragazzo danno un quadro ben preciso del clima che si è vissuto negli anni scorsi nel quartiere. “Mentre mi trovavo a casa di mia zia, ho sentito dei colpi d’arma da fuoco- ha messo a verbale Antonio – sono uscito e ho visto mia madre a terra. Ho visto l’uomo che aveva sparato mentre fuggiva: era alto un metro e 90, con le gambe grosse e un passamontagna che lasciava scoperti solo gli occhi e la bocca. Non l’ho riconosciuto”. Poi Antonio  ha raccontato  di un episodio accaduto una settimana prima, molto significativo ai fini investigativi.
“Sono stato avvicinato da Antonio Autore, un ragazzo che so far parte del clan De Micco, il quale era in compagnia di un altro ragazzo soprannominato “o’ piccione”. Io ero all’interno di un circoletto nel “Conocal”, gestito da un amico di mia madre. Autore mi si è avvicinato mentre giocavo a carte e mi ha detto di salutare qualcuno della mia famiglia. Poi mi ha preso in giro dicendomi che ero diventato bianco per la paura, salutandomi così: fai il bravo. Ho capito che si trattava di una minaccia a mia madre, ne ho parlato con lei e lei mi ha detto che non dovevo uscire più di casa. Circa tre giorni prima Autore mi aveva inseguito in macchina mentre ero solo per strada, ma senza dirmi o farmi nulla”.