Camorra a Giugliano: il clan delle ‘Paparelle’ chiede lo sconto di pena. LE INTERCETTAZIONI

Hanno chiesto tutti lo sconto di pena con il processo attraverso il rito abbreviato i 15 esponenti del gruppo delle Palazzine di Giugliano il cosiddetto clan delle “paparelle”, che nei mesi scorsi dopo la scissione dal clan Mallardo aveva tentato di prendere il contro del racket delle estorsioni e del traffico di droga. All’udienza che si svolge davanti al gup Francesco de Falco Giannone si è costituta parte civile solo laFederazione Antiracket Italiana.
A processo vanno Gennaro Catuogno o scoiattolo (difeso dagli avvocati Antonio Russo e Antonio Giuliano Russo), Aniello Di Biase, detto paparella (difeso da Leopoldo Perone e Alessandro Caserta), Francesco Di Nardo (difeso da Alfonso Palumbo e Beniamino Mammarella), Crescenzo Panico (legali Stefano Zoff e Salvatore Cacciapuoti), Nicola Ciccarelli (difeso da Stefano Zoff), Salvatore Pugliese (legale Stefano Zoff), Silvano Ciccarelli (legale Stefano Zoff), Domenico Smarrazzo detto sce sce (difeso da Gennaro Amelio), Michele De Simone detto Gennaro ‘e Marano (difeso da Mario D’Alessandro), Raffaele De Simone (difeso da Giovanni Abbate), Antonio Guarino (difeso da Antonio Gravante), Giuseppe d’Alterio detto Piripicci (difeso da Alessandro Caserta e Celestino Gentile), Vincenzo Micillo (difeso da Antonio Peluso e Alessandro Maresca) e le due figlie di Michele De Simone (difese daGiovanni Abbate). L’accusa è a vario titolo: 416 bis, ovvero associazione di stampo camorristico ed in alcuni casi anche di armi ed estorsione.
Secondo la DDA, e come riporta Il Roma, gli imputati avrebbero formato un nuovo clan per contrastare il gruppo storico dei Mallardo.L’ascesa del gruppo fu fermata grazie alla coraggiosa denuncia di un imprenditore al quale avevano chiesto il pizzo di 5 mila euro.

E dentro a questa inchiesta si inserisce anche l’omicidio di Enis Mahomuodi detto Cioky, ucciso da 6 proiettili nel luglio dello scorso anno.  Sarebbe stato lui a taglieggiare il titolare di un negozio con la richiesta di denaro a ridosso del Ferragosto. Il commerciante però avrebbe opposto resistenza ed allertato i carabinieri, senza ancora inoltrare denuncia. A quel punto però, è stato condotto a casa di Nello che si è imposto con una pesante forza intimidatrice che non ha avuto bisogno di armi o altro. Sono bastate poche parole. Da quell’incontro che ha scosso l’imprenditore è nata la denuncia che, insieme a quella di altri commercianti, ha dato man forte alle forze dell’ordine. A convincere di più gli imprenditori è stato proprio l’omicidio del 22enne Enis Mahmoudi. L’efferatezza dell’esecuzione li ha scossi pesantemente. Alcuni commercianti hanno denunciato la banda delle “paparalle” che chiedeva un sostegno per gli “amici delle palazzine” . A casa di Silvano Ciccarelli nel corso del blitz del luglio scorso i carabinieri trovarono anche il promemoria del clan, il foglietto con l’elenco delle attività da taglieggiare. Secondo la Dda avrebbero formato un nuovo clan per contrastare il gruppo storico dei Mallardo.”MedCenter,Ambulan­za, Pullmini, Mercato pulci, Strike”,  così era scritto sul promemoria del clan. Il foglietto saltato fuori nel corso della perquisi­zione è un importante riscon­tro all’intercettazione ambien­tale del 29 novembre 2015, quando Gennaro Catuogno, Aniello Di Biase e Francesco Di Nardo conversavano tra loro proprio delle tangenti da imporre.
Aniello: “Ora, quando è lu­nedì, si deve chiamare a quello dell’ambulanza che caccia i 2000 euro, il Med Center (labo­ratorio di analisi cliniche, ndr), 5000 euro, poi chi ci stava più?”.
Franco: “A questi ce li siamo presi, a Peppe e a Giuliano”. Annota la polizia: Giuseppe C. e Giuliano N., soci, il primo no­leggiatore di videopoker, il se­condo titolare di agenzie di scommesse Eurobet. Aniello: “Ah, Peppe e Giu­liano si devono mandare a chiamare. Quando è lunedì li prendiamo, ci spostiamo da qua. Ci sediamo io, tu e que­sto. A Giuliano gli fai tu il di­scorso, che sei più grande, e noi stiamo vicino a te”.

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