Clan Moccia, il boss pentito: ‘L’ispettore corrotto mi disse che avevo i telefoni intercettati e gli regalai dei vestiti’

La pericolosità e il legame stretto tra l’ispettore di polizia corrotto Salvatore Zimbaldi detto o’ chiattone e il clan Moccia viene spiegato nei dettagli dal pm della Dda nella sua richiesta di arresto. Scrive il pm: “Nel corso delle indagini, emergeva dalle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia D’ANGELO Rocco e SCAFUT0 Salvatore la figura di ZIMBALDI Salvatore. appartenente alla Polizia di Stato “a disposizione” del clan MOCCIA sia per l’acquisizione di notizie dall’interno della polizia Giudiziaria che per delicate operazioni di comunicazioni di “imbasciate”. ln data antecedente alla collaborazione dello SCAFUTO erano state inoltre svolte indagini dal Nucleo di Polizia Tributaria, oggetto poi di successivo approfondimento attraverso una nota dei Ros dei carabinieri depositata in data 19.7.2016. L’attività investigativa condotta dal GICO della Guardia di Finanza, interpolata dall ‘attività di monitoraggio eseguita dalla DIGOS della Questura di Napoli, aveva fatto emergere le fìgure di due appartenenti alla Polizia di Stato, accomunati da uno stretto legame, di tipo confidenziale, con alcuni imprenditori afragolesi quali PETRILLO Errico e CAPUT0 Ferdinando, figlio di Salvatore detto usain o prosciutiello, questo ultimo indagato nell’inchiesta Leviathan per il suo penetrante ruolo di fiduciario assoluto della famiglia Moccia e dell’intero clan”.
Non a caso il boss pentito Rocco D’Angelo, referente del clan Moccia su Cardito e Carditello nel parlare dell’ispettore corrotto esprimeva tutti i suoi timori e le sue perplessità in merito alla sua figura e alla possibilità che altri colleghi della polizia potessero informarlo in merito alle dichiarazioni che il pentito stava facendo:
« … omissis … vorrei sapere se della mia collaborazione verrà a conoscenza anche la Questura di Napoli, in quanto presso la stessa presta servizio un ispettore di P.S. di Casoria. tale Salvatore. il quale ha, o aveva, un ristorante con la fidanzata dell’epoca, oggi sua moglie, di Casoria ed è una sola cosa con Filippo Iazzctta, cognato di Gigino Moccia, al qiuale riferisce tutto … omissis …  Confermo che Salvatore è un Ispettore, secondo quanto mi è stato riferito da Peppe ‘o lupo (Giuseppe Angelino ndr); io l’ho incontrato un paio di volte in borghese nel garage di Maurino (il ragazzo che porta la macchina a Peppe ‘o lupo) in Casoria …… omissis …… Allorché mi sono incontrato con questo ispettore presso il garage di Casoria, era presente  anche Peppe ‘o lupo; in occasione di uno di questi nostri incontri. l’ispettore ci diede informazioni sui nostri telefoni cellulari. informandoci se gli stessi erano. o meno, sotto intercettazione, dicendoci di disfarci di alcuni nostri telefoni. cosa che noi facemmo. in quanto sotto intercettazione a suo dire e ci invitò a non parlare per telefono. Nell’altro incontro da me avuto con l’ispettore presso il suddetto garage, sempre alla presenza di Peppe ‘o lupo, noi prendemmo appuntamento per accompagnarlo presso il negozio di abbigliamento Taglie Forti, appuntamento al quale l’ispettore fu accompagnato da Mariella. nuora di Peppe ‘o lupo, il quale mi ha confidato che Filippo Iazzetta mandava Puzio Michelino a prendere le imbasciate dal suddetto ispettore. che ci informava sulle indagini della Questura nei nostri confronti. Io mi sono visto con questo ispettore nel periodo compreso tra febbraio-marzo 2004 e novembre 2004,.. Il suddetto ispettore era molto amico di Peppe ‘o lupo, come da me constatato personalmente. in quanto ho visto come essi si trattavano, al punto tale che si salutavano con il bacio e vi era molta confidenza tra loro due. Inoltre Peppe ‘o lupo, senza la presenza di detto ispettore, con riferimento a quest’ultimo ebbe a dirmi: hai visto quante informazioni ci dà?. Questo ispettore era stipendiato da Peppe ‘o lupo, secondo quanto riferitomi da quest’ultimo, il quale mi disse espressamente: gli diamo i soldi. Peppe ‘o lupo, allorché ebbe a presentarmi per la prima volta questo ispettore presso il garage di Casoria, mi accreditò presso l ‘ispettore come un bravo compagno e mi presentò a lui come rocchino ‘o cantante che dirigeva Cardito e Carditello, e l’ispettore rispose che già mi conosceva bene. In questa stessa occasione io diedi all’ispettore i numeri di telefono miei e dei miei familiari per verificare se gli stessi fossero sotto intercettazione e l’ispettore se li segnò su un foglietto. riservandosi di farmi sapere. Tre/quattro giorni dopo questo nostro primo incontro. Peppe ‘o lupo ed io ci incontrammo nuovamente nel garage con l’ispettore il quale mi informò che il mio telefonino era sotto intercettazione e mi disse di buttare tutti i telefonini miei e della mia famiglia, anche se io mi limitai a disfarmi solo dei miei due telefoni cellulari. Fu in questa occasione che Peppe ‘o lupo mi disse di fare un regalo all ‘ispettore che si era messo a nostra disposizione e, poiché erano i primi tempi che io comandavo a Fratta, Cardito e Carditello e davo a Peppe ‘o lupo ed a Favella Francesco i proventi delle estorsioni, tenendone per me solo una parte, Peppe ‘o lupo mi disse di fare dei vestiti all’ispettore. In questa stessa occasione l ‘ispettore ed io facemmo l ‘appuntamento per recarci successivamente presso il negozio di abbigliamento. Non ricordo dopo quanto tempo ci portammo presso detto negozio. L’ispettore di cui trattasi prestava servizio alla Questura centrale di via Medina a Napoli, era un bell ‘uomo, alto e grosso, non ricordo altro del suo aspetto e non so se saprei riconoscerlo qualora lo vedessi. Egli si chiamava Salvatore, non ne ho mai saputo il cognome, era di Casoria e, secondo quanto riferitomi da Peppe ‘o lupo, stava per aprire con la sua compagna un ristorante a Casoria, tanto è vero che Peppe ‘o lupo mi disse che saremmo andati a mangiare al suo ristorante. Questo ispettore aveva contatti solo con Peppe ‘o lupo e Puzio Michele, nonché con Maurino. che lo andava a chiamare personalmente in quanto essi non parlavano mai per telefono tra loro: ritengo che lo conoscesse anche Filippo Iazzetta, in quanto questi mandava Puzio Michelino a prendere le imbasciate dal suddetto ispettore. Non ho mai saputo il nome del suddetto ristorante….”.

Antonio Esposito

15. continua

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