“Tengo a precisare che quando è uscito Patrizio Vastarella mi mandò a chiamare attraverso il nipote Fabio e io non ci andai. Avvisai “Totore” Sequino e poi andai da lui. Sono andato a casa sua di mattina e alla presenza di varie persone tra cui Antonio e Fabio Vastarella e Micol, Patrizio mi propose di riprendere a stare con loro. In particolare mi propose di vendere la cocaina nella zona di casa mia, San Gennaro dei poveri”. Era il 31 ottobre del 2016 quando il pentito Rosario De Stefano ex uomo dei Vasatrella e poi passato al servizio del clan Lo Russo di Miano svelò agli investigatori della Dda questo particolare inedito contenuto nell’ordinanza di custodia cautelare che il mese scorso ha portato in carcere il vertice della cosca della Sanità tra cui, il boss Patrizio, la moglie, il figlio, il fratello, due nipoti e altri sei affiliati. Tutti accusati di associazione di tipo camorristica, omicidi, traffico di droga e altro. E a proposito di omicidi nel verbale redatto da De Stefano davanti alla Dda, come riporta Il Roma, si parla anche dell’omicidio del cognato Enzo Toscano,(quello che era stato coinvolto da Raffaele Vastarella nel tentativo di evasione dal carcere di Opera del boss milanese Renato Vallanzasca) nell’interrogatorio del 15 marzo 2017 ha riferito agli investigatori:
“Scappai da Napoli dopo l’uccisione di mio cognato. Andai a Riccone, dove conobbi una ragazza e la sposai fuoriuscendo dal clan Vastarella. Con riferimento all’uccisione di mio cognato, ricordo che mentre eravamo insieme a casa sua, venne Peppe Vastarella a chiamarlo per farlo andare da Patrizio Vastarella. Andammo io e lui in sella a una “Free” rosa salmone di sua proprietà e una volta a casa di Patrizio Vastarella ricordo che si affacciò e chiamo a sé mio cognato. Io non lo seguii perché fui trattenuto con un pretesto da Enzo Staterini, che si trovava sotto l’abitazione di Patrizio Vastarella insieme a Luigi Vastarella detto “Fringuello”, ucciso nel 1998, che se ricordo mi portò con lui a fare un servizio. Quando tornammo a casa di Patrizio Vastarella non vidi più il “free” e nessuno dei Vastarella seppe dirmi dove si trovasse mio cognato. Da qual momento non l’ho più rivisto ed Enzo Toscano fu trovato morto dopo 3 giorni nel bagagliaio di un’autovettura, mi sembra una Fiat Uno. Era stato ucciso e “incaprettato”, legato con un filo del telefono che “Tonino o cervell” ancora conserva. L’autovettura, ricordo bene, fu rinvenuta nel rione Don Guanella”. De Stefano ha anche spiegato: “… negli anni 2000 il clan Vastarella ha perso qualsiasi influenza criminale alla Sanità perché soppiantato dai Misso-Savarese-Pirozzi. Inoltre Patrizio Vastarella fu arrestato verso la fine degli anni ’90 ed è uscito nel 2012 o 2013 mentre nel 2014 è tornato alla Sanità ad abitare alle Fontanelle. Io dopo un poco che ero rimasto a Riccione, sono tornato nella Sanità e mi sono chiarito con gli esponenti dei clan Misso, Saavarese e Pirozzi. A condizione che non ritornas-si con i Vastarella, mi consen-tirono di vivere nella Sanità spacciando stupefacenti in una piazza”.
