Accusato di usura: la Corte di Appello di Napoli revoca la confisca dei beni di Alfonso Masone

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Durante il trasferimento di un detenuto dall'ospedale di Airola un agente della polizia penitenziaria ha esploso un colpo che ha ferito il detenuto in fuga. Sull'episodio sono in corso indagini per chiarire la dinamica e la legittimità dell'uso dell'arma.

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Il questore e il prefetto hanno disposto che i funerali del presunto esponente della criminalità si tengano in forma privata: scelta dettata dalla necessità di prevenire manifestazioni di supporto pubblico.

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Messaggi attribuiti all’avvocato di Lavitola contengono la frase che Ranucci avrebbe compreso l’identità del presunto mandante. La pubblicazione riapre questioni probatorie e procedurali già delicate.

L’VIII Sez. della Corte di Appello di Napoli, accogliendo il ricorso dell’Avvocato Vittorio Fucci, fondato anche su recenti pronunciamenti della Suprema Corte di Cassazione, della Corte Costituzionale e della Corte Europea di Strasburgo, ha revocato, la clamorosa confisca dei beni immobili, del valore circa di un milione di euro, di Alfonso Masone, di 80 anni, di Benevento che era stata disposta con decreto della Sezione Misure Prevenzione del Tribunale di Benevento il 12 gennaio 2015.

Come si ricorderà, il Masone nel 2014 fu arrestato per il reato di usura aggravata, venendo, poi, scarcerato e nuovamente arrestato e successivamente scarcerato. In relazione alla vicenda relativa al procedimento penale, la Sezione Misure Prevenzione del Tribunale di Benevento dispose la confisca anche dei beni immobili. La Corte di Appello di Napoli, però, è stata di diverso avviso ed ha annullato il decreto del Tribunale di Benevento, revocando, con effetto immediato, la confisca dei beni immobili del Masone. 

Cronache della Campania@2018