Mazzette e favori sessuali al comune di Castel Volturno: in 20 rinviati a giudizio

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Il gup del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Orazio Rossi, ha rinviato a giudizio 20 persone, tra cui alcuni funzionari del Comune di Castel Volturno, nell’ambito di un’inchiesta per corruzione in cui emergono anche favori sessuali richiesti da un dipendente in cambio del rilascio di una documentazione. Il processo inizierà il prossimo ottobre davanti ai giudici del tribunale di Santa Maria Capua Vetere ed è coinvolto anche il comandante della locale polizia municipale. L’indagine della Procura di Santa Maria Capua Vetere sfociò a gennaio scorso, nell’arresto di sei persone, tra cui il dirigente dell’Utc del Comune di Castel Volturno, Carmine Noviello e il dipendente Antonio Di Bona, il primo ritenuto figura centrale di un ‘consolidato sistema corruttivo’ che per anni avrebbe caratterizzato la prassi amministrativa del comune del litorale domizio, noto soprattutto per il degrado socio-ambientale legato alla presenza di almeno 15mila immigrati clandestini. Verazzo e Noviello erano stati coinvolti dieci anni fa con vari amministratori, tra cui l’ex sindaco-magistrato Francesco Nuzzo, in un blitz della Dda sugli appalti e poi tutti prosciolti nel 2014. Tra i 20 capi di imputazione, ognuno dei quali sviluppati in vari episodi, spuntò anche un’attività di Noviello a favore del complesso ospedaliero della Clinica Pinetagrande, in fase peraltro di ampliamento con nuove palazzine destinate ad ospitare uffici, una scuola infermieri e un Obesity Center.
Cronache della Campania@2019

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