Castellammare, condannato il figlio del boss per il falò contro i pentiti che “devono morire abbruciati”

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Castellammare. E’ stato condannato a due anni e otto mesi di carcere Francesco Imparato, figlio del più noto Michele detto zi peppe, uno dei boss del rione Savaorito in carcere da una settimana e insieme con il fratello Salvatore o’ paglialone e un’altra dozzina di affiliati. Il giovane è uno dei protagonisti del famoso falò dell’Immacolota dello scorso anno contro i pentiti che devono “morire abbruciati”.  Il gup del tribunale di Napoli, Tommaso Perrella, lo  condannato a due anni e otto mesi di reclusione per istigazione a delinquere aggravata dal metodo mafioso.
Tra una settimana invece inizierà il processo con rito ordinario, dinanzi al tribunale di Torre Annunziata per gli altri due maggiorenni  identificati. Si tratta di Fabio Amendola, 31enne con piccoli precedenti, e del 18enne Antonio Artuso, entrambi difesi dall’avvocato Francesco Schettino. Altri due ragazzi non hanno ancora 18 anni e stanno attendendo sviluppi del procedimento avviato dalla Procura per i Minorenni di Napoli.
Durante il processo ad Amendola e Artuso, saranno ascoltati una decina di testimoni tra i quali ci sono anche il sindaco di Castellammare, Gaetano Cimmino, e Ciro Marciano, in arte Tony Marciano, il noto cantante neomelodico di Torre Annunziata, in carcere più volte per legami con il clan Gionta e che con le sue canzoni aprì la festa del falò della camorra, ringraziando il boss “Salvatore della Faito per aver reso possibile tutto questo”.
Cronache della Campania@2019

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