La Whirlpool non cambia idea: ‘Napoli non è sostenibile, bisogna riconvertire’

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 La situazione a Napoli non è cambiata. E’ quanto avrebbero detto i vertici di Whirlpool alla riunione in corso al ministero dello Sviluppo economico, sottolineando che il sito resta non sostenibile e che la decisione di non procedere più con la cessione dello stabilimento campano ha rappresentato “un segnale forte”. “Non possiamo rimanere a Napoli”, avrebbe detto – secondo quanto riferiscono fonti sindacali – l’amministratore delegato Luigi La Morgia, spiegando che l’alternativa della riconversione resta ancora valida e che garantiranno la produzione fino a marzo. L’azienda – spiegano le fonti – sarebbe disponibile a capire insieme a istituzioni e sindacati quali soluzioni alternative siano possibili e a individuare un percorso che tuteli i livelli occupazionali. La Morgia – secondo quanto si apprende – avrebbe spiegato che l’azienda continua a non trovare soluzioni sostenibili nel lungo periodo e alternative alla riconversione e che Prs (Passive Refrigeration Solutions), la società svizzera interessata a subentrare, è ancora disponibile. Rispondendo a una domanda avanzata da Barbara Tibaldi della Fiom, La Morgia – riferiscono ancora le fonti – avrebbe detto che non è prevista alcuna produzione in Cina di lavatrici per l’Europa e che quella di Napoli non è una delocalizzazione.  Rispondendo alle domande dei sindacati, secondo cui il piano di ottobre non si può disdettare in parte ed è necessario un confronto al ministero all’interno delle maglie di quell’intesa, La Morgia avrebbe risposto che l’azienda non ha mai detto che avrebbe disdettato il piano, ma solo che ha delle difficoltà. Ad oggi – avrebbe quindi ribadito l’ad -l’unica soluzione che garantirebbe l’occupazione è una riconversione.
Cronache della Campania@2019

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