Napoli, villa Floridiana chiusa da un mese. Il Ministero tace

Gennaro Capodanno, ingegnere, presidente del Comitato Valori collinari, fondatore sul social network Facebook di un apposito gruppo dal titolo: “Riappropriamoci di Villa Floridiana. Basta con le chiusure!”, al sito: https://www.facebook.com/groups/villafloridiana/ , che conta già oltre 500 iscritti, a un mese esatto dall’evento, richiama ancora una volta l’attenzione sul perdurare a Napoli della chiusura del parco della Villa Floridiana e dell’annesso museo Duca di Martina, chiusura che risale appunto al 23 dicembre dell’anno scorso.

” Le speranze che il parco e l’annesso museo Duca di Martina possano essere riaperti a breve sono oramai ridotte al lumicino – sottolinea Capodanno-. Vero è che l’ultima chiusura è stata motivata dalla caduta di alberi d’alto fusto, e che dalle comunicazioni diramate al riguardo parco e museo dovrebbero essere riaperti non appena saranno eseguite le necessarie verifiche di sicurezza, la qual cosa lascerebbe intravedere la possibilità che non necessiterebbe attendere il ripristino dello stato dei luoghi attraverso i lavori da effettuare con lo stanziamento annunciato di due milioni di euro, la qual cosa ovviamente richiederebbe molto più tempo ma, al momento, non è possibile fare alcuna previsione sui tempi d’intervento e sulla data di riapertura al pubblico, in mancanza di ogni informazione al riguardo, visto che anche sui mass media è calato il più totale silenzio sulla vicenda “.

” Da osservare – puntualizza Capodanno – che in tutto il periodo di chiusura, seppure solo dall’esterno, non si sono notate persone al lavoro con le opportune attrezzature per eseguire le verifiche in questione. Dunque la possibilità della riapertura a breve resta solo una lontana quanto improbabile speranza. Da qui le giuste proteste dei tanti abituali frequentatori: anziani, bambini accompagnati dalle mamme, intere famigliole ma anche numerosi turisti saliti al Vomero per ammirare le stupende quanto uniche collezioni di ceramiche custodite nelle sale del museo Duca di Martina, tutti accomunati dal disappunto e dalla rabbia per il perdurare della chiusura del parco “.

” All’indomani della chiusura – ricorda Capodanno – , avevo anche inoltrato una nota indirizzata sia al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini, sia al direttore del Polo museale della Campania, dott.ssa Anna Imponente, con la quale si chiedevano, tra l’altro, chiarimenti sui tempi necessari per i lavori di messa in sicurezza e per la riapertura del parco. In questi giorni, non avendo avuto alcun riscontro ho inoltrato una seconda nota agli stessi destinatari sollecitando una risposta “.

” Visto il perdurare del silenzio da parte degli uffici competenti ho deciso di interessare della questione il presidente della Repubblica Sergio Mattarella – annuncia Capodanno -. Spero che attraverso il suo intervento finalmente si riesca a fare luce sulle annose quanto emblematiche vicende del parco borbonico e del museo in esso presente “.

” Va anche sottolineato – aggiunge Capodanno – che, all’interno del parco, notoriamente vive una colonia felina, costituita da circa 60 gatti, che non si sa, visto il perdurare della chiusura e la mancanza di personale addetto, da chi, al momento, sia accudita, visto che, quando il parco era aperto al pubblico vi provvedevano i visitatori e alcuni volontari, anche portando del cibo. L’unica cosa certa è che, da quando il parco è chiuso, si assiste quotidianamente a scene di felini che stazionano nei pressi dei cancelli sbarrati aspettando che qualcuno porti loro da mangiare “.

” Altro aspetto da considerare, sia per il danno d’immagine sia per le ricadute economiche, è quello legato alla chiusura del museo Duca di Martina – aggiunge Capodanno -. Da un lato per i numerosi turisti che in questo periodo sono presenti a Napoli e che vengono al Vomero per visitarlo ma che evidentemente non possono accedervi, non avendo alcuna informazione al riguardo, dall’altro per il fatto che il perdurare dell’impossibilità della sospensione di tutte le attività previste nel museo, in uno ai mancati introiti per i biglietti d’ingresso costituiscono una perdita per le casse dello Stato, nel mentre ovviamente permangono le spese per il funzionamento del museo stesso, comprese quelle per gli stipendi dei dipendenti. Elementi che, a mio avviso, potrebbero far scattare verifiche e indagini da parte degli organi di controllo, a partire dalla Magistratura “.
Cronache della Campania@2019

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