Camorra, il pentito D’Amico: ‘Volevo ammazzare Michele Minichini perché stava con Ciro Rinaldi’


Umberto D’Amico: “Volevo ammazzare Michele Minichini perché stava con Ciro Rinaldi” , è parte della deposizione del pentito Umberto D’Amico resa l’altro giorno nell’aula 211 innanzi alla sesta sezione del Tribunale di Napoli dove sono imputati Ciro Cerrato di Ponticelli (difeso dall’avvocato Loredana Di Luca) ed il ras barrese Gennaro Aprea (difeso dall’avvocato Giuseppe Milazzo). I due rispondono di un raid armato partito da Barra e diretto verso Napoli centro. Il collaboratore di giustizia, figlio di Gigiotto e nipote di Salvatore o’ Pirata, ha esordito ribadendo di aver comandato San Giovanni, fino a prima dell’omicidio di Luigi Mignano. Controesame rivelatosi molto teso per il teste del Rione Villa, interrottosi più volte di fronte alle incalzanti domande del collegio difensivo. Il giovane Umberto avrebbe infatti sostenuto di essersi incontrato con uomini che in quel periodo erano suoi nemici, che gli avrebbero chiesto di non toccare Michele o’ Tiger, il figlio di Ciro Minichini, che, col fratello Alfredo, ormai aveva un clan autonomo su Ponticelli.
Cronache della Campania@2019

Fonte

Ultime News

TI POTREBBE INTERESSARE
NEWS

Chiedono la restituzione di un’Audi: il boss Giannetti e 5 complici rischiano condanna per minacce

Napoli: 114 Anni di Reclusione Chiesti per Sequestro e...

Riesame conferma ordinanza di custodia per lo staffettista nell’omicidio Colalongo

Scisciano: resta in carcere la “staffetta” del killer di...

Napoli, scoperto sacco milionario di farmaci salvavita: 17 indagati nell’inchiesta

Furti di Farmaci Oncologici a Napoli: Scoperta una Rete...