Napoli, un albero in ricordo di Gianluca Cimminiello


La citta’ di Napoli ha ricordato Gianluca Cimminiello, 31enne vittima innocente della camorra, nel decennale della sua uccisione. La manifestazione si e’ svolta nell’Istituto comprensivo ‘Sauro-Errico-Pascoli’ a Secondigliano; qui l’artista Maria Cammarota ha realizzato un’opera ricavata da un tronco d’albero morto che è cosi’ tornato a nuova vita. Alla manifestazione, tra gli altri, hanno partecipato il presidente di Libera, don Luigi Ciotti, il sindaco, Luigi de Magisris, e la sorella di Gianluca, Susy Cimminiello. “Questo albero – ha detto Susy – e’ stato troncato perche’ era diventato ingombrante, dava fastidio cosi’ come forse Gianluca che e’ stato ucciso perche’ ha dato fastidio a qualcuno ma nonostante la morte restano e quelle radici siamo noi la sua famiglia, i suoi amici. Una morte non porta mai del bello ma cio’ che noi possiamo e dobbiamo e’ provare a ricostruire percorsi diversi attorno a quelle radici per raccontare ai giovani cosa e’ successo”. Due anni fa la stessa scuola ha intitolato la palestra alla memoria di Gianluca. “Essere qui oggi e’ importante perche’ non si deve dimenticare la morte innocente di un ragazzo della nostra terra pieno di vita, di passioni che voleva una vita normale – ha detto de Magistris – ma siamo qui per stare vicino a Susy che in questi anni si e’ tanto impegnata per la giustizia e la verita’ sui fatti che hanno portato tragicamente al barbaro omicidio di Gianluca. Una verita’ cercata in modo ostinato con il sostegno di tanti.Napoli – ha proseguito – e’ una citta’ che si e’ schierata contro la camorra. Questa amministrazione e questa citta’ hanno scelto la non violenza e l’impegno contro la camorra e per il riscatto dei territori con tante associazioni e cittadini che ogni giorno si impegnano per liberare le nostre terre dal crimine e dalla sua forma piu’ insidiosa che e’ il crimine organizzato”. Gianluca fu ucciso il 2 febbraio 2010 da un commando di camorra solo per essere riuscito a scattare una foto con il suo idolo, il calciatore Ezequiel Lavezzi, allora attaccante del Napoli. Una foto che suscito’ l’invidia di molti fino a diventare la sua condanna a morte. Per l’omicidio di Cimminiello, la Corte di Assise del Tribunale di Napoli ha condannato nel 2018 all’ergastolo due uomini legati al clan degli scissionisti. ”Le idee di Gianluca – ha concluso il dirigente scolastico, Piero De Luca – continueranno a camminare sulle gambe di tutti”.
Cronache della Campania@2019

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