Le immagini parlano chiaro: la sua sicurezza nei movimenti è quasi sconcertante. Con una mano guida il motorino, con l’altra impugna un mitra. Eppure Giuseppe, quel ragazzo in sella a uno scooter, a diciassette anni, figlio di un affiliato al clan D’Avino di Somma Vesuviana, ucciso anni fa, ora vuole seguire le orme del padre defunto.
E allora si mette in mostra con fare spregiudicato insieme con l’amico 19enne Emanuele Civita. Imbracciano mitra e pistola perché si devono vendicare dell’affronto subito davanti a quel bar di sant’Anastasia. E sparano, sparano senza fermarsi. Senza considerare che ci sono persone che nulla hanno a che vedere con lite che avevano avuto poco poco con latri coetanei.
E questo il film del raid di Sant’Anastasia in piazza Ammiraglio Carlo…
Cronache della Campania
