Condannata a 9 anni e 9 mesi per tentato sfregio delle nipoti a Napoli

Francesca Pierro condannata a 9 anni e 9 mesi di carcere per tentato sfregio delle nipoti a Napoli

Francesca Pierro è stata condannata a 9 anni e 9 mesi di carcere per lesioni aggravate a causa del tentato sfregio delle sue due nipoti, avvenuto il 30 maggio 2022 a Napoli lungo il corso Amedeo di Savoia. Secondo l’accusa, la donna avrebbe versato dell’acido sulle due vittime in un attacco descritto dagli inquirenti come una spedizione punitiva, alimentata da vecchi rancori tra le due famiglie. Si tratta di un episodio particolarmente grave, soprattutto considerando che una delle vittime era ancora minorenne all’epoca dei fatti.

La Procura di Napoli aveva chiesto 10 anni di reclusione per Francesca Pierro, ma la nona sezione penale del Tribunale di Napoli l’ha condannata a una pena leggermente inferiore. La donna attualmente si trova ai domiciliari, in attesa di ulteriori sviluppi. La condanna è giunta dopo che altre persone coinvolte nelle controversie familiari erano state arrestate per reati legati allo stalking nei confronti del nucleo familiare delle giovani.

Francesca Pierro, difesa dall’avvocato Bernardo Scarfò, ha ammesso il suo coinvolgimento nell’aggressione, sostenendo però che si trattava di un gesto involontario avvenuto durante una discussione concitata. L’avvocato ha dichiarato di non ritenere che ci siano elementi sufficienti per giustificare una condanna di questo genere e ha annunciato l’intenzione di proporre appello una volta conosciute le motivazioni della sentenza.

Questo episodio tragico è stato il culmine di dissidi in famiglia che andavano avanti da anni, anche manifestandosi attraverso i social media. I video pubblicati su TikTok avevano evidenziato la profonda disputa tra le due fazioni familiari, portando a conseguenze estreme come l’attentato alle giovani sorelle.

Si tratta di una storia che mette in luce come le tensioni familiari, quando non affrontate e risolte in modo appropriato, possano sfociare in eventi drammatici e distruttivi. La sentenza del Tribunale di Napoli è un segnale forte che comportamenti violenti e vendette personali non possono essere tollerati e devono essere puniti con la massima severità della legge.

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