Il caso di Filippo Turetta, detenuto nel carcere Roter Ochse di Halle, in Germania, sta attirando l’attenzione sia in Italia che all’estero. Turetta è rinchiuso in una cella singola e sorvegliato a vista a causa del rischio di autolesionismo. Secondo quanto riportato, sembra essere depresso e a mangiare poco.
Il carcere Roter Ochse ha una storia drammatica, essendo stato utilizzato sia durante il regime nazista che durante quello comunista della Germania Est. Durante il nazismo, il carcere fu usato per incarcerare e giustiziare oppositori politici, prigionieri di guerra e lavoratori forzati. Successivamente, durante il regime comunista, fu utilizzato principalmente come carcere femminile.
Il nome “Bue Rosso” deriva probabilmente dal colore dei mattoni a vista dell’edificio, ma per molti è un simbolo della giustizia politica delle due dittature tedesche. Il carcere ha anche ospitato gli interrogatori della temuta Stasi, la polizia segreta della DDR, accusata di torture.
Filippo Turetta è attualmente in attesa che la richiesta italiana di consegna in Germania venga formalizzata, e si prevede che questo avvenga nei prossimi giorni. In Italia, Turetta dovrà rispondere delle accuse legate all’omicidio della sua ex fidanzata, Giulia Cecchettin.
Il Roter Ochse ospita anche un memoriale che commemora le vittime della giustizia politica dalla nascita del nazismo alla caduta del Muro di Berlino. Questo luogo, intriso di contrasti e tragedie, rappresenta una parte significativa della storia tedesca, con un passato che continua a generare interesse e speculazioni.
Con il suo passato oscuro e la sua importanza storica, il Roter Ochse è destinato a rimanere al centro dell’attenzione mentre il caso di Filippo Turetta continua a svilupparsi.
