Il giovane Filippo Turetta si trova attualmente detenuto nel carcere di Verona, dove ha ammesso di aver ucciso la sua ex fidanzata Giulia Cecchettin. Nelle sue dichiarazioni spontanee durante l’interrogatorio di garanzia davanti al gip di Venezia, Turetta ha manifestato il suo pentimento e la volontà di scontare interamente la sua pena. Sembrerebbe anche alludere a possibili black out mentali legati all’accaduto.
La sua difesa potrebbe valutare la necessità di una consulenza psichiatrica prima di richiedere una perizia nelle indagini o nel processo. Turetta sembra essere disposto a cooperare con le autorità per chiarire gli eventi avvenuti la sera dell’omicidio.
L’avvocato della famiglia Cecchettin ha richiesto che Turetta sia accusato anche di stalking, sostenendo che il ragazzo aveva manifestato comportamenti molestatore e ossessivi nei confronti di Giulia. Si attende la conclusione dell’autopsia programmata per il 1 dicembre che potrebbe fornire ulteriori dettagli sull’accaduto.
Nonostante la gravità dei fatti, è stato concesso a Turetta di poter incontrare i suoi genitori nel carcere di Verona. Questa concessione è stata autorizzata dal pm di Venezia Andrea Petroni dopo l’interrogatorio di garanzia che si è tenuto. Nonostante domani non sia un giorno di colloqui coi familiari per i detenuti del reparto infermeria dove è collocato Turetta, è stato dato il via libera per l’incontro familiare.
In merito a questi eventi terribili, il frate e cappellano del carcere Montorio di Verona, Paolo Crivelli, ha espresso la necessità che la giustizia segua il suo corso senza pressioni esterne. Ha anche chiesto ai media di concedere spazio e rispetto al dolore delle due famiglie coinvolte in questa tragica vicenda.
La vicenda di Filippo Turetta e il suo incontro con i genitori rappresentano solo uno degli elementi di questa tragica storia che ha colpito profondamente due famiglie. Si attendono ulteriori sviluppi e chiarimenti sulle circostanze che hanno portato a questo terribile episodio.
