Indagati sindaco e commercialista nel business carburanti legato alla camorra.

Il coinvolgimento di un sindaco e un commercialista in un business di carburanti legato alla camorra è un fatto estremamente preoccupante e dimostra la pervasività e l’estensione del controllo criminale in settori cruciali dell’economia. Secondo quanto riportato dalla fonte citata, gli indagati sono accusati di una frode massiccia nel settore della commercializzazione degli idrocarburi, del valore di circa 150 milioni di euro. Questa situazione solleva gravi preoccupazioni per la sicurezza pubblica e l’integrità del mercato.

La partecipazione di un sindaco e di un commercialista nella Petrolifera Italiana, società al centro di questa frode e ritenuta collegata ai clan Formicola e Silenzio, solleva seri dubbi sulla governance e la trasparenza del settore energetico. Il sindaco Grasso è accusato di trasferimento fraudolento di valori, in particolare per aver ceduto fittiziamente parte del suo patrimonio immobiliare ai figli minorenni al fine di eludere i sequestri, mentre il commercialista De Maio è sospettato di legami con i vertici dei clan coinvolti nella frode.

La frode riguarda anche operazioni su conti esteri, costituzione di trust, iscrizione a piattaforme di bitcoin e fittizia intestazione di società e beni mobili e immobili a soggetti prestanome. Questi sono segnali inequivocabili di un’attività criminale sofisticata e organizzata, che ha avuto un impatto significativo sull’evitazione dell’Iva e delle accise, nonché sull’applicazione di prezzi illecitamente competitivi ai consumatori finali.

Le autorità competenti, tra cui la Procura e il Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli, stanno conducendo indagini approfondite su questo caso, che si estende su diversi territori, compresi Campania, Lazio ed Emilia Romagna. È incoraggiante sapere che tali indagini sono supportate da testimonianze di collaboratori di giustizia e sembrano aver svelato intricati meccanismi di frode nel settore degli idrocarburi, consentendo l’esecuzione di decreti di sequestro preventivo per un ammontare complessivo di oltre 150 milioni di euro nei confronti di undici soggetti indagati.

L’aggravante della presunta agevolazione mafiosa da parte di due clan camorristici operanti nell’area orientale di Napoli rende ancora più urgente e cruciale la necessità di eliminare l’infiltrazione criminale in settori economici fondamentali come quello dei carburanti. Inoltre, l’implicazione di un consulente fiscale in queste attività illecite solleva preoccupazioni sull’integrità del settore della consulenza fiscale e l’importanza di rafforzare i controlli e le normative per prevenire simili abusi in futuro.

È fondamentale che le autorità continuino a condurre indagini approfondite, assicurandosi che tutti coloro che sono coinvolti in questa frode vengano chiamati a rispondere delle proprie azioni, garantendo nel contempo un’adeguata protezione per coloro che collaborano con la giustizia. Inoltre, sarà importante adottare misure per rafforzare la trasparenza, l’accountability e la compliance nel settore dei carburanti al fine di prevenire futuri abusi e assicurare la sicurezza e la legalità nel mercato degli idrocarburi.

Ultime News

TI POTREBBE INTERESSARE
NEWS

Evaso da Foggia arrestato Simone Sacchettino, il fratello di Danielino di Gomorra

Un evaso dagli arresti domiciliari è stato trovato a...

Scacco ai corrieri volanti: bloccato drone carico di droga e cellulari a Poggioreale

In Campania, i tentativi di violazione della sicurezza carceraria...

Rapina con pestaggio a Fuorigrotta: arrestato 32enne specializzato in scippi

A Napoli un uomo ha chiesto in prestito lo...

Omicidio Colalongo, l’esecuzione annunciata nelle chat: «Ottavio in mezzo» e la sfida ai Filippini

Il 17 dicembre 2025, Ottavio Colalongo viene ucciso in...