Presunto assassino del prof carbonizzato a Cellole, fermato
Un uomo di 84 anni è stato fermato con l’accusa di aver ucciso il professore Pietro Caprio, il cui corpo carbonizzato è stato trovato all’interno di un’auto a Cellole. L’insegnante di educazione fisica a Minturno sarebbe stato ucciso a causa di un prestito non elargito.
I carabinieri della compagnia di Sessa Aurunca hanno arrestato l’ex operaio, un pensionato di Cellole, per omicidio e distruzione di cadavere. Sembra che il movente dell’omicidio sia legato ai grossi movimenti di denaro gestiti da Caprio attraverso la sua società, che gli permettevano di concedere prestiti.
Secondo i primi accertamenti e le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona, l’uomo è stato incastrato. Caprio era stato visto per l’ultima volta nel tardo pomeriggio del 3 novembre, quando aveva inviato un messaggio alla presidente della cooperativa balneare con cui doveva incontrarsi. Tuttavia, l’incontro non si è mai verificato poiché il professore presumibilmente era già stato assassinato.
Gli inquirenti hanno scoperto che tra i due uomini c’erano vecchie rancori legati a un debito non pagato. Si ritiene che si siano incontrati proprio nella zona in cui è stata trovata l’auto bruciata, una Dacia Duster, con i resti di Caprio all’interno. Ora gli investigatori dovranno accertare se l’omicidio sia avvenuto prima dell’incendio dell’auto.
L’arresto dell’anziano uomo ha sollevato molte domande nella comunità di Cellole, che è stata scossa dalla brutalità di questo crimine. La notizia ha suscitato sgomento e sconcerto tra gli abitanti del paese, che ora cercano risposte e giustizia per la morte del loro amato docente.
Ora l’indagine continua per stabilire con certezza la dinamica del crimine e tutti i dettagli che potrebbero portare alla verità. Nel frattempo, la comunità di Cellole piange la perdita di un educatore stimato e chiede che la giustizia sia fatta per il professore Caprio.
