Camorra, Angrisano eredita dal cognato il comando della Vinella Grassi

Gaetano Angrisano, noto per essere un affiliato di spicco della camorra, è stato arrestato a Scampia dopo essere stato latitante per un anno e mezzo. La sua importanza criminale è legata alla parentela con Salvatore Petriccione, noto come o’ marenar, capo della Vinella Grassi, la cosca camorristica di Secondigliano. Quando Petriccione è finito in carcere, Angrisano ha preso il comando del gruppo.

La latitanza di Angrisano è terminata durante la festa di compleanno del figlio, quando è stato catturato dai carabinieri. Sin dal momento dell’arresto, è stato detenuto nel carcere di Secondigliano. Questo rappresenta uno dei tanti successi delle forze dell’ordine nel combattere la criminalità organizzata a Napoli. Si tratta del 15esimo latitante catturato quest’anno dai carabinieri, dimostrando gli sforzi continuativi e la determinazione nel combattere la criminalità.

Angrisano aveva precedentemente scontato una condanna a 10 anni per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, ma la sentenza fu annullata dalla Cassazione e successivamente fu condannato nuovamente dalla Corte d’Appello di Napoli a febbraio dell’anno scorso. Dopo questa condanna, è entrato in latitanza, mantenendosi non troppo lontano dal suo quartiere, dove probabilmente contava su protezione.

L’arresto di Angrisano è avvenuto grazie a un’operazione delle forze dell’ordine che ha coinvolto oltre 250 carabinieri. Durante l’operazione, le abitazioni nella zona sono state perquisite e Angrisano è stato individuato e arrestato. Questo successo delle forze dell’ordine dimostra il loro impegno costante nel contrastare la criminalità organizzata, e in particolare la camorra, nella regione.

L’arresto di Angrisano rappresenta un importante sviluppo nella lotta contro la criminalità organizzata a Napoli e dimostra il prezioso lavoro delle forze dell’ordine nel contrastare la presenza di gruppi camorristici nella regione.

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