Camorra, il clan D’Ambrosio organizzava incontri mortali al “Lagno” di Sant’Anastasia

Il clan D’Ambrosio ha scatenato la paura tra commercianti e imprenditori di Sant’Anastasia e Cercola, richiedendo pizzo persino agli abitanti delle case popolari e organizzando incontri intimidatori presso il “Lagno” di Sant’Anastasia. Secondo le 520 pagine dell’ordinanza cautelare emessa dal gip Marco Giordano del Tribunale di Napoli, il clan era coinvolto in atti criminali estremamente violenti.

Il giovane boss Roberto D’Ambrosio, insieme ad altri affiliati del clan, minacciava le vittime di estorsione con frasi intimidatorie come: “Che aspettate che vi spariamo addosso?” e “Gliel’avete detto al Mastro vostro che si deve presentare?”. Le minacce erano rivolte non solo agli imprenditori, ma anche a capi cantiere e fornitori che si rifiutavano di sottostare alle richieste del clan.

L’ordinanza cautelare rivela il coinvolgimento del clan D’Ambrosio in svariati episodi estorsivi, tra cui un brutale pestaggio e rapina di un’imprenditore e la coercizione di un ristoratore affinché acquistasse prodotti da un affiliato del clan. Inoltre, il clan ha estorto denaro da una donna che viveva in un appartamento a Sant’Anastasia e ha costretto un perito assicurativo a occuparsi di pratiche assicurative fraudolente sotto minaccia di violenza.

L’ordinanza ha portato all’arresto di 14 persone legate ai clan De Bernardo e D’Ambrosio, con quest’ultimo costretto a nascondersi a Somma Vesuviana per evitare lo scontro con i rivali. La gravità e l’estensione delle attività criminali del clan D’Ambrosio hanno scosso la comunità locale, mettendo in mostra la pericolosità e il controllo che tali organizzazioni criminali esercitano sul territorio.

Questi fatti scandalosi dimostrano l’urgente necessità di misure concrete da parte delle autorità per contrastare il potere e l’influenza della camorra nella regione. Sono assolutamente fondamentali interventi mirati a proteggere le vittime di estorsione e a debellare la presenza del crimine organizzato.

L’arresto di queste persone è solo un primo passo verso la giustizia e la sicurezza per la comunità. La lotta contro la criminalità organizzata richiede un impegno costante e mirato da parte delle forze dell’ordine e delle istituzioni locali, al fine di garantire un futuro più sicuro e privo di violenza per Sant’Anastasia e le aree circostanti.

Ultime News

TI POTREBBE INTERESSARE
NEWS

Clan Rea, il figliastro del boss riceveva gli ordini dal carcere dal padre

Lunedì mattina si terrà l'interrogatorio di garanzia di Antonio...

Napoli, «Gli spezzo il collo, deve morire»: nuove minacce choc al deputato Borrelli

A Napoli prosegue l'offensiva intimidatoria nei confronti di Francesco...

Napoli, arrestati i due rapinatori dell’Asse Mediano

L'Asse Mediano a Napoli è tornato a rappresentare un...

Evaso da Foggia arrestato Simone Sacchettino, il fratello di Danielino di Gomorra

Un evaso dagli arresti domiciliari è stato trovato a...