coinvolti nell’omicidio di Giuseppe Sasso ad Afragola.

L’omicidio di Giuseppe Sasso ad Afragola ha portato all’arresto di 38 individui coinvolti nel clan che controllava gli affari illeciti nel rione Salicelle di Afragola e nel comune vicino di Casoria. L’ordinanza cautelare, firmata dal gip Carla Sarno del Tribunale di Napoli, ha dato un duro colpo a queste organizzazioni criminali, confermando la presenza di una vasta rete di attività illegali nel territorio.

Il business della droga, che fruttava centinaia di migliaia di euro all’anno al clan, ha portato a frizioni interne, culminate nell’omicidio di Giuseppe Sasso, noto come o’ ninnillo, su ordine di Nicola Luongo, uno dei capi del gruppo criminale. Luongo, detenuto, gestiva le estorsioni verso imprenditori e commercianti del luogo e organizzava l’assistenza economica alle famiglie dei detenuti.

Le indagini dei Carabinieri e della Polizia hanno rivelato che sia Nicola Luongo che Giuseppe Sasso, entrambi ritenuti a capo del gruppo, avevano la possibilità di impartire ordini attraverso cellulari reperiti all’interno del carcere. Dopo il periodo di detenzione di Giuseppe Sasso, è emerso che la direzione del clan passò nelle sue mani, continuando così a eseguire gli ordini impartiti dal carcere dai fratelli Barbato, Mariano e Aniello.

Le attività illecite del gruppo criminale erano organizzate in batterie con compiti specifici, inclusi traffico di droga, rapine ed estorsioni, e riguardavano un periodo compreso tra ottobre 2018 e la fine di settembre 2022. Gli indagati sono stati rintracciati e arrestati principalmente a Napoli, ad eccezione di uno che è stato localizzato dalla Squadra Mobile ad Arezzo. Al momento, uno degli indagati risulta latitante e oggetto di ricerca.

Recentemente, altri imprenditori della zona hanno denunciato di essere stati vittime di estorsioni, suscitando ulteriori indagini da parte della polizia giudiziaria. La vasta portata delle attività illegali e dei soggetti coinvolti sottolinea l’importanza delle operazioni investigative per contrastare il crimine organizzato e garantire la sicurezza nella regione.

La lista degli indagati mostra l’ampia portata delle operazioni e l’importanza di contrastare il crimine organizzato. Gli arresti e le misure cautelari adottate sono un segnale forte contro l’illegalità e la criminalità nel territorio, dimostrando l’impegno delle forze dell’ordine e del sistema giudiziario nel contrastare queste attività illegali.

La notizia lascia riflettere sull’importanza di un’azione coordinata e incisiva per contrastare la criminalità organizzata e sottolinea la necessità di continuare a monitorare attentamente il territorio per garantire la sicurezza della comunità.

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