Il senzatetto della Venere degli stracci condannato a quattro anni di carcere
Simone Isaia, il senzatetto ritenuto responsabile dell’incendio della “Venere degli Stracci”, opera di Michelangelo Pistoletto, avvenuto lo scorso luglio in piazza Municipio a Napoli, è stato condannato a quattro anni di reclusione. Dopo aver ottenuto un permesso, Simone Isaia non è tornato al luogo dove era sotto arresti domiciliari, portando la Procura di Napoli a richiedere e ottenere l’aggravamento della misura cautelare nei suoi confronti.
Attualmente detenuto in un carcere di Roma, Isaia non si trovava più presso la sua residenza, dove avrebbe dovuto essere secondo la conferma degli arresti domiciliari stabilita dal giudice per le indagini preliminari. Il giudice aveva respinto l’istanza di attenuazione della misura cautelare presentata dal suo legale, l’avvocato Carla Maruzzelli. L’aggravamento della misura cautelare è stato richiesto e ottenuto dalla Procura di Napoli, poiché si ritiene sussista il pericolo di fuga da parte di Isaia, che sembra essere particolarmente provato dalla vicenda giudiziaria.
L’avvocato Maruzzelli ha annunciato un’istanza di appello contro l’aggravamento della misura cautelare, sostenendo fermamente l’assoluta estraneità del suo assistito alla vicenda, basandosi sugli atti processuali.
La sua difesa si basa sugli atti processuali che, secondo l’avvocato, dimostrerebbero l’assoluta estraneità di Isaia alla vicenda. Resta da vedere come si evolverà la situazione processuale di Simone Isaia e come verrà gestita la sua difesa in vista dell’appello contro l’aggravamento della misura cautelare.
