Napoli: petizione per clochard condannato per il rogo della Venere degli Stracci

L’importanza di fornire cure a coloro che ne hanno bisogno anziché punirli con la reclusione è al centro di una controversia che è emersa a Napoli dopo la condanna del clochard Simone Isaia per l’incendio dell’opera “La Venere degli Stracci” di Michelangelo Pistoletto in Piazza Municipio. Questa vicenda ha suscitato l’indignazione di diverse associazioni e istituzioni che hanno lanciato una petizione per chiedere che a Isaia siano garantite cure adeguate anziché essere nuovamente imprigionato.

Simone Isaia, che soffre di problemi psichici, è stato condannato a quattro anni di reclusione e una multa di 4.000 euro dopo un processo con rito abbreviato. Tuttavia, diverse organizzazioni, tra cui Iod edizioni, la Pastorale Carceraria della Chiesa di Napoli, l’Associazione Liberi di Volare e altre, hanno espresso preoccupazione riguardo a questa condanna, sottolineando che Isaia necessita di cure e non di essere imprigionato.

La petizione, che in precedenza ha raccolto le firme di 5.897 persone, mira a sostenere la richiesta che Simone Isaia riceva cure adeguate anziché essere nuovamente incarcerato. L’appello è rivolto a tutti coloro che precedentemente hanno firmato la petizione e a coloro che sono in solidarietà con questa causa. Il link alla petizione è disponibile al seguente indirizzo: [https://chng.it/SzwBW2QHk2](https://chng.it/SzwBW2QHk2).

Questa vicenda solleva importanti questioni riguardo al trattamento delle persone senza fissa dimora affette da problemi psichici e sottolinea l’importanza di garantire l’accesso alle cure e all’assistenza anziché penalizzare queste persone con la reclusione. Molti sostengono che la giustizia dovrebbe avere un approccio più umano e mirato a risolvere le radici dei problemi anziché punire le persone che sono già in condizioni di vulnerabilità.

L’appello per fornire cure anziché condanna per Simone Isaia ha raccolto un’ampia solidarietà e sta suscitando un dibattito più ampio sulla giustizia e sul trattamento dei senza fissa dimora affetti da problemi psichici. Si spera che questa mobilitazione porti a una maggiore consapevolezza e azioni concrete per garantire l’accesso alle cure a coloro che ne hanno bisogno.

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