Le motivazioni della sentenza nel processo contro il clan camorristico Stabile, attese da oltre tre anni, stanno generando crescente frustrazione nell’ambiente giuridico e tra coloro coinvolti nel caso. L’avvocato napoletano Gennaro De Falco, che ha difeso tre imputati nel processo, ha espresso la sua delusione per il protrarsi di questa situazione, definendola ingiusta e dannosa.
Il caso ha avuto inizio nel lontano 1998 e si è protratto per più di vent’anni, prima che la sentenza di primo grado assolvesse tutti gli imputati con formula piena, nonostante i gravi reati contestati loro: omicidio, associazione a delinquere di tipo mafioso, rapina ed estorsione. Il prolungarsi indefinito del processo e l’attesa delle motivazioni della sentenza stanno avendo conseguenze devastanti, secondo De Falco, che ha osservato che potrebbe andare in pensione prima di poter leggere le motivazioni che, a suo avviso, avrebbero dovuto confermare la sua tesi difensiva.
La frustrazione di De Falco è palpabile quando sottolinea come questa situazione rappresenti un esempio lampante di come la giustizia possa trasformarsi in un’ingiustizia, bruciando risorse economiche, tempo e vite in modo del tutto insensato. La sua dichiarazione chiama l’attenzione sul fatto che, oltre a essere un caso particolarmente eclatante, potrebbe essere solo uno dei tanti esempi di inefficienza e lentezza del sistema giudiziario italiano.
La lunga attesa delle motivazioni della sentenza rischia inoltre di portare alla prescrizione del processo, con il conseguente annientamento di ogni tentativo di far valere la legge nei confronti degli imputati. Questa situazione evidenzia la need urgente di riforme nel sistema giudiziario per garantire tempi processuali ragionevoli e un’efficace applicazione della legge.
In conclusione, le parole di Gennaro De Falco gettano luce su un aspetto problematico del sistema giudiziario italiano, dove lentezza e inefficienza comportano non solo una mancanza di giustizia immediata, ma anche una pervasiva frustrazione e scoraggiamento tra coloro che operano all’interno di esso. Questa è una situazione che richiede una risposta rapida e decisiva, al fine di garantire un sistema giudiziario che sia veramente al servizio della giustizia.
