Arzano, un’operazione dei Carabinieri di Casoria e del ROS ha portato all’arresto di cinque persone, di cui tre già detenute per altre cause, su ordine del Procuratore della Repubblica di Napoli. L’operazione è avvenuta nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Le accuse riguardano estorsione aggravata dal metodo mafioso.
Le indagini, condotte dalla Tenenza dei Carabinieri di Arzano nel novembre 2023, sono partite dalla denuncia di un commerciante che ha dichiarato di essere vittima di estorsione da parte di tre membri del clan Di Lauro di Secondigliano. L’imprenditore ha raccontato di essere stato costretto a pagare 70.000 euro in rate mensili di 1.000 euro, garantite da cambiali sottoscritte e consegnate ai rei, dopo aver rifiutato di cedere il suo bar al clan.
La vittima ha raccontato di aver cercato di liberarsi dal tormento accettando di cedere l’attività a luglio 2022, ma le richieste estorsive sono proseguite. Nel gennaio 2023, quando ha aperto un altro bar, gli estorsori sono tornati minacciandolo di morte e chiedendo nuovamente la quota estorsiva. Inoltre, ha rivelato di essere stato oggetto di estorsioni già a partire dal 2018.
Infine, le indagini hanno confermato che la vittima aveva pagato 100.000 euro in contanti ai Di Lauro all’inizio del 2019 per far cessare ogni loro pretesa sulla sua attività commerciale. Alcune dichiarazioni del collaboratore di giustizia Salvatore Roselli, hanno ulteriormente confermato i fatti. Gli arrestati odierni, coinvolti in due diversi episodi di estorsione, sono considerati affiliati al clan Di Lauro di Secondigliano.
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