Chiesti 16 anni di carcere per il figlio del boss Cinquegranella e complici per attività camorristiche a Genova

Il pubblico ministero Federico Manotti ha richiesto condanne per oltre 14 anni per le sei persone coinvolte nell’inchiesta sulla gestione del bar Libeccio, situato sul lungomare di Pegli a Genova. L’accusa iniziale riguardava l’aggravante di aver favorito la camorra, sebbene successivamente sia decaduta.

A fine ottobre, Angelo Russo è stato arrestato con una richiesta di condanna di 5 anni, mentre Mario Russo ha ricevuto una richiesta di condanna di 2 anni e 10 giorni. Francesco Cinquegranella, figlio del boss latitante da oltre venti anni, e Antonio Novelletti sono stati posti agli arresti domiciliari.

L’obbligo di firma è stato imposto a Liberato Soriente per 2 anni e 10 giorni, e ad Antonietta Russo per 1 anno, 4 mesi e 10 giorni. La sentenza, con rito abbreviato, è fissata per il 19 marzo.

Secondo le indagini condotte dalla Guardia di Finanza, dalla Squadra Mobile e da Sisco, il bar Libeccio, formalmente intestato a Soriente, era di fatto gestito da Angelo Russo dal carcere. Russo, già arrestato nel 2019 a Genova per narcotraffico su mandato della Procura di Napoli, avrebbe utilizzato denaro di provenienza dubbia per gestire il locale, ristrutturandolo dopo un incendio doloso nel 2016.

Le richieste di condanna sono le seguenti: Angelo Russo (5 anni), Mario Russo (2 anni e 10 giorni), Francesco Cinquegranella (3 anni e 4 mesi), Antonio Novelletti (3 anni e 4 mesi), Liberato Soriente (2 anni e 10 giorni), Antonietta Russo (1 anno, 4 mesi e 10 giorni).

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