I due assassini, Salvatore Cammarota e Carlo Nappi, sono stati condannati a 30 anni di carcere per l’omicidio dell’innocente operaio Giulio Giaccio, ucciso e poi sciolto nell’acido nelle campagne di Pianura. Giaccio fu scambiato per il fidanzato della sorella di un boss e fu vittima di un grave errore.
La sentenza prevista per i due assassini è stata rimandata a giugno, a causa di un legittimo impedimento di uno dei difensori. Questo ritardo significa che i familiari di Giaccio dovranno aspettare ancora per ottenere giustizia per la morte dell’amato carpentiere.
Giaccio, che non aveva alcun legame con la criminalità organizzata, fu ucciso nel luglio del 2000 nelle campagne tra Pianura e Marano. Gli assassini lo avevano erroneamente identificato come il fidanzato della sorella di un boss che disapprovava la relazione, e questo errore fu fatale per Giaccio.
I due assassini sequestrarono e uccisero Giaccio, per poi scioglierlo nell’acido, un gesto macabro riservato ai nemici più crudeli nella criminalità organizzata. Grazie alle dichiarazioni di alcuni pentiti, i due assassini furono arrestati e ora, dopo 24 anni, i familiari di Giaccio sperano di ottenere finalmente giustizia per l’innocente operaio.
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