Clan D’Amico, vendetta per l’agguato a Marigliano: la Camorra voleva “punire” Francesco Pio Valda.

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Il clan guidato da Salvatore D’Amico, soprannominato o’ pirata, dominava le attività illecite nella parte est del rione Villa a San Giovanni a Teduccio. Avevano deciso di punire Francesco Pio Valda e Emmanuel Aprea, figlio della nota famiglia di camorra di Barra, per aver tentato di uccidere un affiliato, Ciro Marigliano. Questo emerge dalle intercettazioni ambientali nella casa della nonna di Valda.

Il 16 febbraio del 2023, in un dialogo registrato, Francesco Pio Valda parla di un alterco con Ciro Marigliano e di essere stato contattato da Antonio Trentotto, affiliato al clan D’Amico. Nonostante le pressioni, Valda ribadisce la sua posizione di comando e di sfida nei confronti di Marigliano.

Il 18 febbraio, in un’altra conversazione, Francesco Pio Valda racconta di un rancore da parte del clan D’Amico dovuto a una lite con Ciro Marigliano. Anche il fratello di Valda, Luigi, coinvolto nella vicenda, si prepara a reagire non appena sarà scarcerato.

Francesco Pio Valda, non intenzionato ad aspettare oltre, si prepara a reagire agli attacchi del clan D’Amico. Durante una telefonata con il fratello da carcere, Valda progetta di agire presto e di utilizzare ordigni esplosivi per difendersi. Nessuno delle parti coinvolte sembra voler fare marcia indietro, anticipando un’escalation di violenza imminente.

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