Sono ben 39 gli indagati nell’ambito dell’inchiesta sul traffico di droga e apparecchiature introdotte nelle carceri italiane attraverso l’uso di droni. Di questi, soltanto 21 sono finiti in carcere.
L’organizzazione responsabile di questo traffico illegale è stata ideata dai detenuti dei principali clan della camorra di Napoli e provincia, sotto il controllo dell'”Alleanza di Secondigliano”. Nell’ordinanza di 360 pagine del gip Luca Della Ragione si descrive dettagliatamente il funzionamento, i partecipanti, i ruoli e tutte le persone coinvolte nel trasporto di materiale illecito nelle carceri italiane.
Tra i principali artefici delle consegne ai detenuti, in particolare ai boss del circuito Alta Sicurezza 3, troviamo Vincenzo Scognamiglio. Quest’ultimo ha descritto dettagliatamente l’organizzazione durante un colloquio intercettato con una sua collaboratrice. Due delle figure principali del sistema sono il pilota di droni Vincenzo Scagnamiglio e Antonio Castiello, titolare della società “B2B Consulting” a Montoro, con il compito di apportare le modifiche necessarie per il trasporto del materiale illecito.
Due collaboratori di giustizia hanno contribuito a raccontare la genesi del sistema dei droni creato all’interno dei clan del parco Verde di Caivano. Francesco Capasso e Antonio Cocci hanno fornito dettagli cruciali sulle persone coinvolte e il funzionamento del sistema di trasporto.
Un elenco dei 39 indagati è stato reso pubblico, con solo 21 di loro finiti in carcere a seguito dell’inchiesta sul traffico di droga e apparecchiature nelle carceri italiane.
Fonte
