Salvatore Coppola, un ex collaboratore di giustizia di 66 anni, era un ingegnere legato direttamente al sistema camorra ed è diventato la vittima di un agguato avvenuto vicino al supermercato Deco a San Giovanni a Teduccio. Dopo aver vissuto sotto protezione per un periodo di tempo, era tornato nella sua città e nel suo quartiere d’origine, ma alla fine aveva deciso di fare ritorno nel suo quartiere di provenienza.
Il suo nome era emerso in un’inchiesta di diversi anni fa sui legami tra imprese e camorra nell’area di Napoli Est. Coppola era collegato ad Orlando Antino, il capo dell’ufficio tecnico comunale di San Giovanni. In un interrogatorio con il pm Woodcock, Coppola aveva dichiarato di aver avuto un punto di riferimento importante a San Giovanni in Orlando Antino, e avevano egemonizzato molte ristrutturazioni insieme.
Coppola aveva spiegato che tutte le persone si rivolgevano a loro per le ristrutturazioni perché Caltekna, una società di cui faceva formalmente parte, aveva legami stretti con il figlio del geometra Antino. Questa relazione aveva permesso a Coppola di gestire diversi clienti e di curare molte ristrutturazioni di complessi dismessi nella zona di Napoli Est.
Il pm aveva chiesto a Coppola di fare esempi di queste ristrutturazioni, menzionando progetti come Neapolis, il complesso ex SSN, Iniziativa Napoli est e Paco. Coppola aveva confermato che Antino stabiliva i prezzi per i lavori, e lui si rivolgeva a lui prima di dare un prezzo ai clienti. Inoltre, Antino si occupava direttamente di molti incarichi e lavorava direttamente con le società di raffineria, lasciando a Coppola il ruolo di fatturare e consegnare i soldi a lui.
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