Il duro colpo al clan Sorianiello
I membri del clan Sorianiello sono stati condannati a pene che ammontano a circa 370 anni di carcere dal gup Gabriella Logozzo, in seguito a un processo con rito abbreviato presso l’aula bunker del carcere Poggioreale di Napoli. La sentenza ha riconosciuto ufficialmente l’esistenza di un’organizzazione camorristica attiva nello spaccio di droga tra il rione Traiano e il quartiere Soccavo di Napoli. Le condanne più pesanti sono state inflitte ai fondatori del clan, Alfredo Sorianiello e Giuseppe Mazzaccaro, entrambi condannati a 20 anni di reclusione.
Le condanne per omicidi e tentati omicidi
I membri del clan sono stati riconosciuti colpevoli di vari reati, tra cui l’omicidio di Desmond Oviamwonyi e il tentato omicidio di Morris Joe Iadhosa, avvenuti a Castel Volturno nel settembre del 2020. Le vittime furono uccise durante un raid punitivo per il furto di una partita di droga dal valore di 40mila euro dalla piazza di spaccio “della 99” nel Rione Traiano.
Reati riconosciuti dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli
La Direzione distrettuale antimafia di Napoli ha riconosciuto il reato di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di stupefacenti, nonché il possesso di armi da parte del clan Sorianiello, utilizzate per la vigilanza armata delle piazze di spaccio e per le stese. Il processo è stato celebrato con il rito abbreviato, che ha visto la riduzione della pena in cambio della confessione dei reati. Gli avvocati degli imputati hanno annunciato l’intenzione di presentare ricorso in appello contro le condanne.
L’operazione contro la camorra
La sentenza rappresenta un duro colpo alla camorra e all’attività di spaccio di droga nella zona occidentale di Napoli. L’operazione di smantellamento del clan Sorianiello è il risultato di un’attività investigativa condotta dalla Direzione distrettuale antimafia e dalla Polizia di Stato, che ha portato alla condanna di 26 membri dell’organizzazione criminale.
