Sono di Arzano i due baby rapinatori dell’Asse Mediano

Due distributori di carburante a Napoli rapinati con minacce. Fuga su Renault Clio, seguita dall’arresto dei responsabili.

Napoli – Due distributori di carburante nel mirino, una pistola puntata in faccia ai dipendenti, la fuga a tutta velocità sull’Asse Mediano a bordo di una Renault Clio e, alla fine, le manette.

È finita così, nella notte, l’ultima “corsa” di Alessandro Palmieri e Giuseppe De Rosa, 19 e 18 anni, entrambi napoletani residenti ad Arzano e con precedenti di polizia alle spalle. I due sono stati arrestati con l’accusa di rapina aggravata e resistenza a pubblico ufficiale, e denunciati anche per porto di armi od oggetti atti a offendere. Per il 19enne è scattato inoltre l’arresto per evasione: doveva trovarsi ai domiciliari.

Il servizio di appostamento

Da alcuni giorni la zona compresa tra l’Asse Mediano, Qualiano e Giugliano era sotto stretta osservazione. Una serie di colpi ai danni di distributori di carburante aveva fatto scattare l’allarme tra gli investigatori del commissariato Secondigliano, guidato dal vice questore aggiunto Tommaso Pintauro, e gli uomini della Squadra Mobile della Questura diretti da Giovanni Leuci.

Era stato predisposto un servizio mirato, con equipaggi in borghese e pattuglie di supporto, per intercettare i rapinatori in azione.

La notte del blitz, una squadra della sezione investigativa e operativa di Secondigliano e i Falchi della Mobile stavano pattugliando l’Asse Mediano in direzione Arzano quando hanno notato una Renault Clio con a bordo due giovani che si muoveva in modo sospetto, rallentando e deviando verso gli impianti di distribuzione carburante lungo la circumvallazione esterna.

Il primo colpo al distributore

Secondo la ricostruzione degli investigatori, confermata da un video ripreso dagli stessi poliziotti, la Clio ha imboccato l’ingresso di un primo distributore di carburante in via Circumvallazione esterna, nell’area di Qualiano/Giugliano. I due sono scesi dall’auto a volto scoperto, ma con atteggiamento deciso: uno è rimasto a fare da palo nei pressi della vettura, l’altro si è diretto verso il box del dipendente.

A quel punto – riferiscono le fonti investigative – il rapinatore ha estratto una pistola, puntandola contro l’addetto e intimandogli di consegnare tutto l’incasso. Nonostante fosse terrorizzato, l’uomo non ha reagito e ha aperto il cassetto, consegnando i contanti. L’azione è durata pochi secondi: afferrato il denaro, il giovane è risalito in macchina e la Clio è ripartita a forte velocità.

Gli agenti, che stavano osservando a distanza senza farsi notare per evitare di mettere a rischio i presenti, hanno deciso di non intervenire immediatamente per non far degenerare la situazione, ma hanno iniziato a seguire l’auto.

Il secondo assalto in pochi minuti

Dopo aver percorso un breve tratto di strada, la Renault Clio con le stesse due persone a bordo ha imboccato l’ingresso di un secondo distributore, sempre lungo la stessa direttrice viaria. Le modalità sono state identiche: ingresso rapido nell’area di servizio, minaccia armata all’addetto, richiesta dell’incasso e fuga.

Anche in questo caso la pistola è stata puntata in faccia al dipendente, che si è visto costretto a svuotare la cassa. Nessuno sparo, nessuna colluttazione: la forza dei due rapinatori era tutta nella minaccia dell’arma, che solo in seguito si sarebbe rivelata una pistola replica, ma priva del tappo rosso e quindi difficilmente distinguibile da una vera.

Concluso il secondo colpo, i due sono risaliti a bordo e si sono diretti verso Giugliano in Campania, convinti di averla fatta franca. Non sapevano di essere ormai nel mirino delle pattuglie.

L’inseguimento e il blocco a Giugliano

Gli equipaggi di Secondigliano e della Mobile non hanno mai perso di vista la Clio, mantenendo una distanza di sicurezza ma restando in contatto radio costante per coordinare l’intervento. Quando l’auto ha rallentato nei pressi di una struttura ricettiva della zona di Giugliano e si è fermata, è scattato il blitz.

I poliziotti hanno circondato il veicolo e intimato ai due di scendere. Secondo quanto riferito, Palmieri e De Rosa avrebbero tentato una reazione, cercando di divincolarsi e guadagnare la fuga, ma sono stati rapidamente immobilizzati e bloccati a terra dagli agenti. Solo dopo che li hanno ammanettati, gli investigatori hanno proceduto alla perquisizione personale e del veicolo.

Il bottino, la pistola replica e le forbici

Nel corso dei controlli, i poliziotti hanno trovato addosso ai due e all’interno della Renault Clio la somma di 260 euro in contanti, ritenuta parte del bottino dei due colpi appena messi a segno. Ma la scoperta più significativa è avvenuta nell’abitacolo: sotto uno dei sedili era nascosta una pistola replica, priva del tappo rosso, del tutto simile a un’arma vera.

Accanto alla pistola, gli agenti hanno recuperato anche un paio di forbici, considerate strumento potenzialmente atto a offendere. Il materiale è stato sequestrato e acquisito agli atti dell’indagine. Il video girato dagli investigatori durante il servizio, insieme alle testimonianze dei dipendenti dei distributori, va a rafforzare il quadro accusatorio.

Le accuse e il trasferimento a Poggioreale

Al termine delle formalità di rito in commissariato, per Alessandro Palmieri e Giuseppe De Rosa sono scattati gli arresti per rapina aggravata in concorso e resistenza a pubblico ufficiale. I due sono stati inoltre denunciati per porto di armi od oggetti atti a offendere, in relazione alla pistola replica e alle forbici rinvenute in auto.

Nel corso degli accertamenti è emerso che Palmieri, il 19enne, era già sottoposto alla misura degli arresti domiciliari per altri reati e non avrebbe dovuto allontanarsi dalla propria abitazione: per questo motivo è stato contestato anche il reato di evasione. Entrambi, una volta dichiarati in stato di arresto, sono stati trasferiti al carcere di Poggioreale, in attesa dell’udienza di convalida davanti al giudice.

Le indagini proseguono per verificare se la “coppia” sia responsabile anche di altri colpi messi a segno nelle scorse settimane nella stessa area dell’hinterland nord. Gli inquirenti stanno confrontando modalità operative, orari e descrizioni fornite da altri esercenti rapinati, alla ricerca di riscontri e coincidenze utili a collegare i diversi episodi.

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Fonte REDAZIONE

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