Bacoli, indagini sulla morte dello skipper in Sardegna: gas tossico dalle batterie coinvolge l’armatrice

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Tempio Pausania – Proseguono le indagini sulla morte di Giovanni Marchionni, un giovane skipper di Bacoli trovato senza vita l’8 agosto 2025 a bordo di uno yacht ormeggiato nella Marina di Portisco, nelle vicinanze della Costa Smeralda.

La Procura di Tempio Pausania ha iscritto nel registro degli indagati l’armatrice dell’imbarcazione, Annalaura di Luggo, attuale consigliere delegato del cantiere navale Fiart Mare. L’ipotesi di reato formulata è quella di omicidio colposo.

La svolta nelle indagini è giunta a seguito degli accertamenti tecnici condotti dal consulente della Procura, ingegner Giuseppe Mangano. Secondo la prima ricostruzione, le batterie dello yacht non sarebbero state collocate in una posizione adeguata, condizione che avrebbe innescato una reazione chimica fatale. L’autopsia e i successivi esami tossicologici hanno confermato che la morte del ventunenne è stata provocata dall’inalazione di acido solfidrico, un gas altamente tossico che si sarebbe sprigionato dall’area delle batterie, saturando l’ambiente circostante.

Nella giornata odierna, è previsto un incontro cruciale presso gli uffici giudiziari galluresi. Al summit parteciperanno magistrati e avvocati della difesa, Sebastiano Giaquinto e Giampaolo Murrighile, insieme ai legali della famiglia Marchionni, Maurizio Capozzo e Gabriele Satta. L’incontro si concentrerà sugli aspetti tecnici riguardanti la morte, nonché sull’analisi della posizione lavorativa del giovane, che durante l’estate del 2025 era in Sardegna per la stagione turistica.

La famiglia di Marchionni ha espresso moderata soddisfazione per l’andamento delle indagini, con i legali che hanno dichiarato: “Attendiamo fiduciosi la chiusura delle indagini.” La comunità di Bacoli, profondamente scossa dalla tragica scomparsa del giovane, osserva con attenzione l’evoluzione della vicenda, auspicando chiarimenti sulle potenziali responsabilità riguardanti la manutenzione e progettazione dei sistemi di bordo.

Le indagini continuano mentre gli inquirenti cercano di stabilire se fosse possibile evitare questa tragedia attraverso una maggiore attenzione alla sicurezza dell’imbarcazione.

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