Casavatore, rapina di cocaina sventata: indagini svelano una rete di traffico internazionale
Nell’aprile 2023, le strade di Casavatore sono diventate il teatro di un audace colpo contro due corrieri di droga calabresi. Al centro della trama, Simone Bartimoro, noto come “Jet”, latitante e braccio destro del clan Amato-Pagano, si trovava a Barcellona quando ha ricevuto notizia di un carico di venti chili di cocaina in arrivo. L’informazione, ottenuta grazie a collaboratori di giustizia, ha segnato l’inizio di un’operazione da milioni di euro.
Secondo quanto riportato nell’ordinanza cautelare firmata dal gip Carla Sarno, Bartimoro ha deciso di agire, contattando il latitante Gaetano Angrisano. Dopo una breve iniziale sorpresa, Angrisano ha accettato di organizzare il colpo, dando il via a una serie di eventi che avrebbero cambiato il destino di tutti i coinvolti.
L’operazione è stata curata nei minimi dettagli da Fabio Iazzetta e Luigi Rosas, i quali hanno scelto Casavatore come luogo ideale, grazie alla sua posizione strategica e al traffico urbano in grado di mascherare i movimenti. I corrieri, Sebastiano Romeo e Giovanni Nirta, in un’Audi RS Q3 con targa tedesca, sono partiti ignari del loro tragico destino.
A loro si è aggiunto Andrea Giuliani, al volante di una Fiat Bravo grigia. Mentre i tre si avvicinavano a Napoli, un piano ben congegnato si stava attuando. Ciro Musella, incaricato di avvicinare i corrieri, ha condotto i due veicoli in via Francesco Caracciolo. Qui, Luigi e Camillo Esposito hanno messo in atto l’agguato, armati di pistole e pronti a intimidire i calabresi.
La rapina si è consumata rapidamente: i corrieri, circondati, hanno consegnato il carico senza possibilità di reazione. In pochi minuti, venti chilogrammi di cocaina sono passati di mano, lasciando i corrieri a mani vuote e con la responsabilità di giustificare l’accaduto ai loro superiori.
Successivamente, uno dei collaboratori di giustizia ha confermato l’accaduto, raccontando di come Iazzetta gli avesse mostrato immediatamente un pagamento di 2500 euro come prova della riuscita operazione. “Credevi che stessimo scherzando?”, ha commentato Gino “o’Zuppone”, presente durante l’audace azione.
L’indagine dei Carabinieri del R.O.N.I. ha convalidato le dichiarazioni, grazie anche alla testimonianza di Luigi Esposito, uno degli esecutori materiali, che ha descritto le auto utilizzate con precisione, identificate successivamente dalle forze dell’ordine.
L’operazione, tuttavia, ha avuto conseguenze ben più gravi del previsto. Secondo quanto emerge dalle ricostruzioni, il carico di droga, destinato agli Amato-Pagano, ha creato una frattura negli equilibri del clan. Bartimoro, ora in debito con i calabresi e con il suo clan, è costretto a cercare alleati in un contesto dove le alleanze sono fragili.
In seguito ai recenti eventi, le autorità continuano a monitorare i movimenti dei protagonisti coinvolti, mentre il traffico di droga sembra evolversi in una rete globale, con nuovi attori emergenti. Gli investigatori stanno raccogliendo ulteriori prove per chiarire il disegno criminale, destinato a rimanere al centro dell’attenzione per i prossimi sviluppi nelle indagini.
L’operazione di Casavatore rappresenta solamente un capitolo nelle intricate dinamiche del traffico di droga, dove il tradimento e la guerra tra clan sembrano non avere fine. La lotta per il controllo delle rotte dello stupefacente continua, rendendo la situazione sempre più tesa nella regione.
