Camorra a Sant’Antimo: nuova reggenza dopo scarcerazione e incertezze sul «cappello»

Sant’Antimo: Operazione contro i clan Ranucci, Puca e Verde, 26 indagati

A Sant’Antimo, nel Napoletano, è scattata un’operazione giudiziaria che ha portato all’individuazione di 26 indagati legati a un’inchiesta sui clan camorristici Ranucci, Puca e Verde. I gruppi, attivi nella gestione di affari illeciti, avrebbero operato principalmente nell’area comprendente Sant’Antimo, Casandrino e Grumo Nevano.

L’inchiesta, condotta dalla Procura di Napoli e supportata dei Carabinieri, ha portato a un’ordinanza cautelare firmata dal giudice per le indagini preliminari, Anna Tirone, la quale ha dettagliato le accuse di estorsioni ai danni di commercianti e imprenditori, controllo di attività economiche e gestione dei proventi illeciti. Secondo le dichiarazioni della procura, i clan avrebbero creato un sistema ben organizzato per garantire profitti e sostenere le famiglie dei detenuti.

Il clan Ranucci, in particolare, è indicato come il principale coordinatore delle operazioni. Secondo le autorità, Domenico Ranucci, noto come “Lilli”, ha assunto il ruolo di capo e organizzatore dopo la propria scarcerazione, contribuendo alla gestione quotidiana delle attività illecite, dalla riscossione dei proventi alla mediazione dei conflitti interni.

Attorno a Ranucci si è formata una rete operativa che include figure chiave per le estorsioni e il traffico di armi. Tra i nomi citati nell’ordinanza, Alfè Antimo e Grillo Costantino vengono descritti come i gestori operativi durante il periodo di detenzione di Ranucci, mentre altri soggetti, come D’Isidoro Mario e Reale Marco, sono stati identificati come partecipanti cruciali nelle riunioni strategiche.

L’ordinanza non presenta i tre clan come entità isolate, ma piuttosto evidenzia un sistema di alleanze e conflitti. Antonio Perfetto emerge come figura centrale nel clan Puca, coordinando le attività illecite in assenza di capi storici detenuti. L’idea di un “cappello”, un fondo comune alimentato da proventi estorsivi da ripartire tra i clan, rappresenta una chiave di volta nella cooperazione tra i gruppi.

Le estorsioni rivestono un ruolo cruciale nel mantenimento del controllo territoriale. Un esempio emblematico è l’estorsione ai danni di un’attività di autonoleggio a Grumo Nevano, dove la somma richiesta è stata inizialmente elevata ma successivamente ridotta; altri imprenditori hanno subito pressioni simili, evidenziando la pervasività del fenomeno.

Tra i 26 indagati figurano nomi noti come Ranucci Domenico (in carcere), Alfè Antimo e Verde Pasquale (anch’essi in carcere), insieme ad altri 23 soggetti sotto indagine. Le indagini proseguono, e si prevede che potrebbero emergere ulteriori sviluppi in virtù delle dichiarazioni e delle testimonianze raccolte.

L’operazione rappresenta un’importante tappa nella lotta contro la criminalità organizzata nell’area, con le forze dell’ordine impegnate a contrastare la diffusione dei clan e ripristinare la legalità.

Fonte

Ultime News

TI POTREBBE INTERESSARE
NEWS

Faida al rione Sanità: violenta stesa nella notte in via Fontanelle

Napoli: Violenza al Rione Sanità, colpi di arma da...

Ponticelli, arrestato Vincenzo Valentino ‘o veloce: estorsione da 50mila euro a ristoratore

Estorsione a Ponticelli: Arrestato Vincenzo Valentino, vicino al clan...

Napoli, 28enne arrestato per stalking: spiava l’ex con un drone ad alta quota

Napoli: Arrestato un 28enne per Stalking con Drone sulla...

Quattordici arresti a Sant’Antimo per il «patto dei tre clan» della Camorra

Operazione Antimafia a Sant'Antimo: Fermati 14 Soggetti Legati a...