Cassazione boccia impianto accusatorio su omicidio Vassallo: Terzo Riesame per colonnello Cagnazzo

Salerno, casi di camorra: Terza sessione del Riesame per valutare indizi su Cagnazzo nell’omicidio Vassallo

Salerno – Il Tribunale del Riesame di Salerno dovrà tenere una terza sessione per esaminare i gravi indizi di colpevolezza a carico del colonnello Fabio Cagnazzo, nell’ambito dell’omicidio del sindaco Angelo Vassallo, avvenuto il 5 settembre 2010 a Pollica. La decisione emerge dalle motivazioni della Corte di Cassazione, depositate di recente, che hanno annullato un’ordinanza cautelare nei confronti di Cagnazzo a causa di “criticità e falle sistematiche” nel quadro indiziario presentato dalla Procura.

Secondo le motivazioni della Cassazione, gli elementi accusatori si basano principalmente sulle dichiarazioni di testimoni, tra cui l’ex pentito Romolo Ridosso e Eugenio D’Atri, ma presentano significative incongruenze. La difesa di Cagnazzo ha contestato l’attendibilità di queste fonti, portando i giudici a definire alcune affermazioni di D’Atri “inutilizzabili” per mancanza di riscontri oggettivi.

La Cassazione sottolinea che Ridosso, un ex esponente della criminalità organizzata di Scafati, non ha mai formulato accuse dirette contro Cagnazzo né fornito prove concrete sul suo coinvolgimento. In base a quanto riportato nelle motivazioni, D’Atri avrebbe appreso informazioni da Ridosso durante un periodo di detenzione comune, ma tale circostanza non risulta sufficiente a confermare un ruolo di Cagnazzo nel delitto.

Gli ermellini hanno inoltre esaminato gli episodi di depistaggio attribuiti a Cagnazzo. Secondo la ricostruzione della Cassazione, non è stato provato se tali azioni fossero state pianificate prima dell’omicidio per coprire i responsabili, o se siano avvenute successivamente per motivi non chiariti. Questo aspetto resta cruciale per l’inchiesta, come indicato nei documenti ufficiali della Corte.

L’udienza preliminare del processo, che coinvolge Cagnazzo e altri imputati tra cui l’ex brigadiere Lazzaro Cioffi, l’imprenditore Giuseppe Cipriano, Romolo Ridosso e Giovanni Cafiero, è stata rinviata al 27 marzo. Il rinvio, secondo quanto dichiarato dalla difesa, serve per rivedere gli atti alla luce delle motivazioni della Cassazione e permettere al nuovo legale di Cioffi di prepararsi.

Le accuse riguardano un presunto traffico di droga con base ad Acciaroli, in cui Cagnazzo, Cipriano e Cioffi sarebbero stati coinvolti insieme a Cafiero. Secondo la Procura di Salerno, questo traffico potrebbe essere il movente dell’omicidio di Vassallo, che aveva ostacolato le operazioni illecite. Tuttavia, la Cassazione ha evidenziato la mancanza di prove dirette su questo legame.

Cagnazzo, reintegrato in servizio di recente dal Tar del Lazio, era stato un investigatore chiave nelle indagini contro la camorra, come attestato da una lettera di 26 procuratori nel 2010. Ma le scelte investigative seguite all’omicidio Vassallo, tra cui l’acquisizione personale di video dalle telecamere di sorveglianza e la focalizzazione su un sospettato poi prosciolto, Bruno Damiani, hanno alimentato dubbi sulle procedure adottate.

In base ai fatti emersi, le indagini hanno evidenziato errori nella gestione delle prove, come riportato dalle motivazioni della Cassazione. Tuttavia, non è stato stabilito un movente definitivo né identificato l’arma o l’autore materiale dei nove colpi sparati contro Vassallo.

Le motivazioni della Cassazione avranno un impatto sull’udienza preliminare in corso, spingendo il Tribunale del Riesame a rivalutare gli indizi. La difesa di Cagnazzo spera in un esito favorevole, ma le indagini continuano, con possibili sviluppi legati ai nuovi esami delle prove e alle testimonianze. Al momento, il principio di non colpevolezza resta valido, e l’inchiesta mira a chiarire i depistaggi irrisolti.

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