Gragnano: omicidio di Alfonso Cesarano, avvocato della camorra stabiese
Il 29 agosto scorso, l’omicidio di Alfonso Cesarano, 34 anni, è avvenuto a Gragnano, segnando un momento cruciale nell’attuale panorama criminale della zona dei Monti Lattari e dell’hinterland stabiese. Cesarano, considerato un importante esponente del clan Di Martino, è stato ucciso in un agguato che gli investigatori hanno subito definito di matrice camorristica.
Secondo una prima ricostruzione, il delitto è stato pianificato con attenzione, radicandosi nelle tensioni tra i gruppi criminali attivi nel territorio. Investigatori della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) hanno evidenziato come la sua eliminazione rispondesse a precise esigenze strategiche all’interno dell’organizzazione.
L’indagine ha rivelato che l’omicidio era frutto di un’organizzazione operativa bene definita, supportata da manovre logistiche e informazioni raccolte da una presunta basista, la quale monitorava gli spostamenti della vittima e forniva indicazioni essenziali ai sicari.
Proseguendo con le indagini, la DDA ha identificato i presunti autori materiali dell’omicidio e la collaboratrice che avrebbe contribuito in modo decisivo alla sua attuazione. Gli investigatori hanno utilizzato attività tecniche e analisi dei movimenti per delineare i dettagli della pianificazione criminosa.
Al termine delle indagini, i magistrati hanno formalmente accusato i coinvolti di omicidio aggravato dal metodo camorristico, sottolineando l’importanza del delitto nel contesto delle dinamiche associative e degli equilibri criminali locali.
Un passaggio significativo si è registrato con il giudizio immediato per tre imputati: Rita Letizia Maugeri, considerata la basista, e i killer Salvatore Bifulco e Aniello Mirante. Quest’ultimo, è emerso negli ultimi mesi come collaboratore di giustizia, fornendo potenzialmente ulteriori dettagli sull’accaduto.
Il processo avrà ufficialmente inizio durante la prima metà di aprile, quando i tre dovranno difendersi dall’accusa di omicidio aggravato dal metodo mafioso. Queste udienze potrebbero rappresentare una fase decisiva per comprendere uno degli agguati più significativi degli ultimi anni nella zona gragnanese, continuando ad illuminare le intricate dinamiche della criminalità organizzata in Campania.
Le indagini sono in corso e ulteriori sviluppi potrebbero emergere man mano che il processo avanza.
