Caserta: Giovanni Zannini nel mirino della Procura per un’inchiesta su appalti sanitari
Caserta – Il consigliere regionale Giovanni Zannini è al centro di un’inchiesta che unisce lo scandalo del servizio di emergenza 118 esploso nel 2021 e la controversa gara bandita dall’Asl nel 2023. La Procura di Santa Maria Capua Vetere ha avanzato una richiesta di arresto, focalizzandosi su appalti dal valore di oltre 21 milioni di euro e sul tentativo di influenzare la commissione giudicatrice.
L’indagine si snoda tra due filoni: una parte riguarda il controllo del servizio 118, ritenuto gestito irregolarmente da alcuni dirigenti Asl e operatori del settore, mentre l’altra si concentra sulla condotta di Zannini durante la procedura di gara.
Lo scandalo del 118 e la sua continuità
Per comprendere la gravità della situazione, è necessario tornare al 22 febbraio 2021, giorno in cui i carabinieri del Nas arrestarono Cuono Puzone, patron della Misericordia di Caivano, e alcuni funzionari dell’Asl. Le accuse riguardavano la gestione irregolare del servizio 118 e presunti favoritismi. In questo contesto, spicca la richiesta di assunzione fatta da Giuseppe Tarantino, un dirigente Asl non indagato, a favore di un conoscente.
Nonostante gli arresti, l’Asl, nel gennaio 2023, ha pubblicato un nuovo avviso per il 118, che secondo fonti interne sembrerebbe continuare nel modello precedente, nuovamente affidando il servizio alle associazioni di volontariato.
Gara da 21 milioni e assegnazioni
La recente gara, dal valore di 21,6 milioni, è divisa in quattro lotti, con metà dei contratti assegnati alla Misericordia e il resto a Bourelly e Croce Bianca di Salerno. Gli intrecci tra Bourelly e Misericordia destano preoccupazione, anche in relazione a procedimenti paralleli che coinvolgono i due gruppi per presunti reati legati agli appalti sanitari.
Secondo testimonianze e atti investigativi, Zannini avrebbe mostrato un interesse diretto sulla procedura, presente in un’auto legata a Bourelly mentre discutere delle dinamiche di gara.
Richiesta di arresto e ingerenze politiche
La richiesta di misura cautelare presentata dalla Procura si avvale di un’intercettazione in cui Zannini chiede direttamente al direttore generale Blasotti i nomi dei membri della commissione giudicatrice. Questo contatto è visto dagli inquirenti come un tentativo di interferenza nel processo amministrativo.
La coincidenza dei due elementi – l’intercettazione e la richiesta di informazioni – evidenzia come la politica possa aver influenzato decisioni in un contesto sanitario già segnato da vicende di corruzione.
Controversie giuridiche e amministrative
Il bando del 2023 ha suscitato contestazioni per quanto concerne la legittimità giuridica. L’Asl ha scelto di affidare i servizi a enti del Terzo Settore, sfruttando una norma del Codice degli appalti che consente eccezioni in ambito di volontariato. Tuttavia, le dimensioni economiche del servizio e la sua organizzazione sembrano in contrasto con la definizione stessa di volontariato.
Resta il rischio di un sistema formalmente volontario ma, di fatto, retribuito, riproponendo problematiche già evidenziate nel 2021.
Conclusioni e sviluppi delle indagini
L’attuale vicenda mette in luce una continuità nei vertici Asl, con figure chiave come Blasotti e Tarantino che operano sia prima che dopo lo scandalo del 2021. Le indagini attuali, corredate da intercettazioni e richieste di chiarimenti, suggeriscono che la connessione tra politica e amministrazione possa avere impatti significativi sulla gestione del 118.
Il caso, quindi, non solo riporta a un circolo vizioso legato alla gestione della sanità, ma solleva interrogativi sulla trasparenza e sull’integrità di procedimenti decisionali in un settore cruciale come quello della salute pubblica. Le indagini sono in corso e ulteriori sviluppi potrebbero emergere nei prossimi giorni.
