Tentato omicidio in vicoletto Belledonne a Napoli: due arresti
Nella notte tra sabato e domenica, a Napoli, si è verificato un grave episodio di violenza in vicoletto Belledonne, nel centro di Chiaia. Due giovani, di 21 e 22 anni, già noti alle forze dell’ordine, sono stati arrestati dalla Polizia di Stato con l’accusa di tentato omicidio e porto illegale di arma da fuoco in luogo pubblico.
Secondo una prima ricostruzione, i due avrebbero sparato un colpo di pistola contro il proprietario di un locale commerciale. Quest’ultimo aveva tentato di placare una lite tra alcuni clienti, scoppiata per motivi futili.
L’intervento della Polizia è stato tempestivo. Gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, insieme a quelli del Commissariato San Ferdinando, sono intervenuti rapidamente dopo aver ricevuto segnalazioni di spari provenienti dalla zona. Sul posto, hanno ricostruito la dinamica degli eventi: uno degli indagati aveva puntato l’arma contro il titolare del locale, dopo la sua intromissione nella lite.
Dopo l’esplosione del colpo, i due aggressori sono fuggiti a bordo di uno scooter, dirigendosi verso via Cavallerizza. Tuttavia, grazie all’analisi delle immagini del sistema di videosorveglianza e alle testimonianze raccolte da alcuni presenti, gli investigatori sono riusciti a identificare i responsabili. Poco dopo, i due sono stati rintracciati e arrestati in un appartamento nella zona del Pallonetto a Santa Lucia.
L’episodio riaccende l’attenzione sulla sicurezza del quartiere Chiaia, già colpito da altra violenza. Solo un mese fa, si era registrato l’accoltellamento del giovane calciatore Bruno Petrone, avvenuto nella stessa area, un trend che ha suscitato preoccupazioni tra residenti e operatori turistici. Le autorità locali stanno intensificando i controlli per affrontare la crescente spirale di violenza che sta interessando questo angolo del centro storico.
Le indagini sono ancora in corso e si attendono sviluppi sulle motivazioni che hanno portato a questo episodio violento.
Scontro tra Clan a San Vitaliano: Le Manovre della Camorra nei Carceri
A Napoli e provincia, il potere della criminalità organizzata continua a esercitare la sua influenza anche dall'interno delle carceri. L'ultimo sviluppo giunge da un'inchiesta condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Napoli, che ha rivelato intricate dinamiche di controllo tra i clan Aloia-Covone-Luongo e il gruppo dei Filippini a San Vitaliano.
Napoli – Un trasporto cruciale, quello di un cuore destinato a salvare un bambino di due anni, si è trasformato in un incubo a causa di gravi irregolarità. La Procura di Napoli ha avviato un'inchiesta per analizzare le circostanze che hanno portato all'arrivo in sala operatoria di un organo irrimediabilmente danneggiato lo scorso 23 dicembre.
Secondo una prima ricostruzione, il cuore non è stato trasferito in una borsa medica ad alta tecnologia, bensì in un "comune" contenitore di plastica rigida. Questo particolare ha alimentato le preoccupazioni degli inquirenti, che hanno già disposto il sequestro del contenitore da parte dei Carabinieri del Nas di Napoli, sotto la supervisione del pubblico ministero Giuseppe Tittaferrante e del procuratore aggiunto Antonio Ricci.
Nuove Minacce a Don Maurizio Patriciello, Parroco di Caivano
Nuove lettere minatorie sono state inviate a Maurizio Patriciello, parroco noto per il suo impegno nella lotta contro la criminalità al Parco Verde di Caivano. I messaggi intimidatori, caratterizzati da contenuti simili, avrebbero avuto come destinatari anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il giornalista Marco Cappellari, che ha più volte documentato l’operato del sacerdote anticamorra. Secondo quanto riportato da fonti ufficiali, la matrice di queste lettere farebbe presumere un'unica origine, segnalando un preoccupante clima di tensione attorno alla figura di don Patriciello.