Blitz Antimafia tra Italia e Spagna: Arrestati due imprenditori legati al clan dei Casalesi
Napoli, 7 ottobre 2023 – Due imprenditori casertani, attivi nel commercio di automobili e domiciliati tra Italia e Spagna, sono stati arrestati nell’ambito di un’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Sono gravemente indiziati di associazione per delinquere e autoriciclaggio, con l’aggravante di aver favoreggiato il clan dei Casalesi.
L’operazione ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli. I militari del Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, supportati dai comandi provinciali di Caserta e Milano, hanno condotto l’intervento.
Truffe informatiche a sostegno del clan
L’inchiesta ha rivelato l’esistenza di un’organizzazione criminale attiva tra Italia e Spagna, specializzata in truffe online mirate a “svuotare” i conti correnti di vittime ignare. Secondo quanto accertato dagli investigatori, gli autori delle truffe utilizzavano tecniche consolidate, quali phishing, smishing e vishing, per ingannare le vittime con messaggi e telefonate fraudulentemente simulate.
Il modus operandi più ricorrente prevedeva l’invio di comunicazioni apparentemente provenienti da istituti bancari, che avvisavano di operazioni sospette sui conti. A seguire, un contatto telefonico da parte di un truffatore, travestitosi da operatore antifrode, persuadeva le vittime a eseguire bonifici immediati verso conti controllati dal gruppo.
La clonazione della SIM
In alcuni casi, l’organizzazione attuava una strategia ancora più insidiosa: la clonazione delle SIM telefoniche delle vittime. Questo consentiva agli indagati di accedere ai servizi di home banking e intercettare i codici OTP, completando così trasferimenti di denaro su conti loro riconducibili.
Una volta incassati i soldi, i fondi venivano rapidamente movimentati verso conti esteri o prelevati in contante. Gli inquirenti hanno anche riscontrato che una parte del denaro provento delle frodi veniva convertito in valute virtuali, considerate più sicure per nascondere le identità degli autori.
Indagini e sviluppi
L’inchiesta ha portato all’individuazione di 24 indagati e ha avuto origine da 38 episodi di truffa, per un danno complessivo stimato intorno agli 800mila euro. Secondo le indagini, circa il 40% delle somme illecite raccoglieva attraverso il sistema delle truffe e finiva nelle casse del clan dei Casalesi, contribuendo così anche all’economia delle famiglie di detenuti legate alla criminalità organizzata.
Oltre agli arresti, il giudice ha disposto 21 perquisizioni in diverse province, tra cui Napoli, Caserta, Modena, Benevento, Potenza e Isernia, con l’obiettivo di raccogliere ulteriori prove e ristabilire i legami con le reti di sostegno nel crimine organizzato.
Le indagini proseguono, e gli inquirenti continueranno a seguire i flussi finanziari e le eventuali complicità, per smantellare ulteriormente la rete criminale.
Stato attuale delle indagini
Le autorità si attendono ulteriori sviluppi, in particolare nel tracciamento delle movimentazioni di denaro e nella verifica di eventuali ulteriori complici coinvolti nelle attività illecite.
