Caccia ai piromani dopo l’attentato all’associazione antiracket nel Rione Berlingieri

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Caccia ai piromani al Rione Berlingieri di Napoli dopo l’attentato incendiario all’associazione antiracket

Napoli – Proseguono le indagini per identificare gli autori dell’attentato incendiario avvenuto nel Rione Berlingieri. Nella serata del 24 marzo, intorno alle 22:30, la sede di un imprenditore edile, socio fondatore dell’associazione antiracket “Nicola Barbato”, è stata presa di mira da ignoti.

I piromani hanno spruzzato liquido infiammabile sulla serranda dell’ufficio in via Monte Tifata, appiccando il fuoco. Solo l’intervento tempestivo dei Vigili del Fuoco, allertati dai residenti, ha evitato conseguenze più gravi, limitando i danni all’annerimento delle pareti e della porta d’ingresso.

Le indagini, condotte dai Carabinieri, si svolgono in un contesto complesso e delicato. L’imprenditore, purtroppo colpito dall’attentato, ha dichiarato agli inquirenti di non aver ricevuto minacce o richieste estorsive nelle settimane precedenti. Questo fatto, sebbene confermi la rettitudine della vittima, preoccupa gli investigatori. Da Natale a oggi, non si sono registrate denunce per estorsione nella zona di Secondigliano, un dato che contrasta con l’aumento di violenza, visibile in episodi di accoltellamento e rapine tra giovani.

L’incendio si verifica a breve distanza dall’operazione della Squadra Mobile che ha disarticolato una storica piazza di spaccio, arrestando undici persone, tra cui Luigi Carella, un esponente di spicco del clan Licciardi. Esperti sostengono che l’operazione possa aver alterato gli equilibri criminali, con il Rione Berlingieri ora conteso tra le contendenti ambizioni dei clan Licciardi e Vanella Grassi, pronte a esercitare intimidazioni.

Paolo Serpico, presidente dell’associazione antiracket “Nicola Barbato”, ha commentato: «È fondamentale fare rete tra noi commercianti e non abbassare la testa. Le nostre porte sono aperte a tutti». Nonostante la paura, l’app Youpol ha registrato segnalazioni anonime riguardanti tentativi di estorsioni nella zona di corso Italia, indicando una crescente voglia di ribellione tra alcuni residenti.

In risposta all’attentato, il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha condannato fermamente l’accaduto, ordinando un potenziamento della vigilanza nell’area. Il caso sarà discusso nel prossimo Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Il deputato Francesco Emilio Borrelli ha sottolineato l’urgenza di un rafforzamento della presenza statale tramite presidi fissi, avvertendo che «silenzio e indifferenza sono terreno fertile per la camorra».

Le indagini continuano, mentre l’attenzione sulla sicurezza nella zona resta alta.

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