Latitante dal 2017, il quarantatreenne gestiva il narcotraffico a Caserta. È stato tradito dalla sua “nuova vita” da imprenditore oltreoceano: oggi lo sbarco a Fiumicino.
Si è conclusa sulla pista dell’aeroporto di Fiumicino la lunga latitanza di Carlo Petrillo, 43 anni, elemento di spicco della criminalità organizzata casertana. Considerato il referente del clan Belforte (noto come il clan dei “Mazzacane”), Petrillo è atterrato oggi in Italia dopo essere stato espulso dagli Stati Uniti, mettendo fine a una fuga durata quasi nove anni.
La rete della cocaina e la condanna
Le tracce di Petrillo si erano perse nel 2017, poco prima che la condanna definitiva a 8 anni e 8 mesi di reclusione diventasse esecutiva. L’uomo era ricercato per reati risalenti al 2006, periodo in cui — secondo gli inquirenti — ricopriva un ruolo di vertice nell’organizzazione del traffico di sostanze stupefacenti.
A Petrillo viene contestato il coordinamento di una vasta rete di spacciatori al dettaglio a Caserta, una vera e propria holding della cocaina capace di monopolizzare il mercato locale per conto del clan.
Una nuova vita “insospettabile” negli States
Mentre in Italia la Procura Generale di Napoli emetteva i provvedimenti di carcerazione, Petrillo si era ricostruito un’esistenza apparentemente onesta negli Stati Uniti. Durante gli anni della latitanza, l’uomo era riuscito a mimetizzarsi nel tessuto sociale americano, diventando titolare di diverse attività commerciali.
Un profilo da imprenditore di successo che non è bastato a ingannare gli uomini della Squadra Mobile di Caserta, del Servizio Centrale Operativo (SCO) e dello SCIP, che hanno lavorato in stretta sinergia con l’FBI per localizzarlo. Il fermo era scattato lo scorso 16 dicembre 2025, a seguito di un’operazione coordinata nell’ambito del progetto “Wanted”, la task force della Polizia di Stato dedicata alla cattura dei latitanti più pericolosi.
L’espulsione e l’arresto a Fiumicino
Dopo mesi di procedure burocratiche e giudiziarie, le autorità statunitensi hanno optato per l’espulsione per motivi di sicurezza interna e violazione delle norme sull’immigrazione. Scortato dagli agenti, Petrillo è giunto oggi in Italia dove la Polizia di Frontiera di Fiumicino gli ha notificato l’ordine di carcerazione.
L’ex referente dei Belforte è stato immediatamente trasferito in un istituto di pena, dove dovrà scontare la pena residua accumulata per i reati di associazione finalizzata al traffico illecito di droga.
