Arrestato Pasquale Romito, protagonista del clan Gionta di Torre Annunziata
Alba di arresti per i Carabinieri a Torre Annunziata, dove Pasquale Romito, 37 anni, noto con il soprannome di “’o turc”, è stato catturato al termine di otto mesi di latitanza. Romito, riconosciuto come un elemento chiave nell’assetto del clan Gionta, si trovava in un rifugio sotterraneo all’interno di un rudere abbandonato, accessibile tramite una botola ingegnosa nascosta in un’abitazione di un soggetto incensurato.
L’operazione è avvenuta all’alba, con l’ausilio di unità specializzate, volta a recuperare un latitante di riferimento per le dinamiche criminali della zona. La scoperta del nascondiglio ha comportato il deferimento del proprietario dell’appartamento per favoreggiamento personale, suggerendo l’esistenza di una rete di protezione intorno a Romito, capace di garantirgli sicurezza nel territorio sotto il controllo del clan.
Secondo le ricostruzioni fornite dagli inquirenti, Romito non era un semplice gregario, ma una figura di rilievo nella gestione operativa dell’organizzazione, specialmente nel traffico di stupefacenti e nella disponibilità di armi, elementi cruciali per la sostenibilità economica e militare del gruppo. In passato, aveva gestito attività di spaccio nel quartiere di Palazzo Fienga, elevando il proprio profilo fino a diventare uno dei riferimenti più influenti del clan.
Il legame familiare con la nipote di Gemma Donnarumma, moglie di Valentino Gionta, ha ulteriormente rafforzato la sua posizione. Romito si è affermato come un gestore attivo di estorsioni, un ruolo che si è ampliato soprattutto dopo l’arresto di Giuseppe Carpentieri, un altro importante esponente del clan. Durante un periodo di vulnerabilità per l’organizzazione, il suo compito è stato quello di mantenere la stabilità e garantire il controllo sugli affari illeciti.
La cattura di Romito si colloca in un contesto difficile per il clan Gionta, risolto a subire significative perdite dopo la cattura di altri leader storici del gruppo. La sua latitanza si era intensificata in concomitanza con la repressione giudiziaria, mossa che l’ha portato a ricoprire un ruolo di coordinamento vitale per il clan durante un’importante fase di transizione.
Nonostante l’arresto di Romito rappresenti una sconfitta per il clan, resta ancora aperta la questione di un altro latitante, Carmine Mariano Savino, il cui coinvolgimento continua a essere investigato dagli inquirenti. Con la cattura di “’o turc”, la criminalità organizzata locale subisce un colpo significativo, mentre le indagini proseguono intensamente nella ricerca di Savino, in un contesto di sfide per mantenere il dominio sul territorio.
Romito è attualmente detenuto in carcere mentre la ricerca del secondo latitante continua, segnando un capitolo importante nella lotta contro la camorra in Campania.
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Fonte: REDAZIONE
