Il gip ha inflitto pene per 54 anni e 6 mesi complessivi agli imputati ritenuti inseriti nel gruppo guidato da Mauro Franzese, alias “Maruzziell”.
La sentenza riconosce gran parte dell’impianto accusatorio su droga, estorsioni e controllo del territorio, ma ridimensiona i capi più gravi legati ai fatti di sangue: assolto Barbato dal tentato omicidio di Capriello, mentre per Piglia e Rullo il reato viene derubricato in lesioni gravi.
Il verdetto del gip
Prima sentenza per il gruppo ritenuto una diramazione operativa del clan Moccia a Casoria. Davanti al gip Ciollaro sono arrivate sei condanne nei confronti degli imputati accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, traffico di droga, estorsioni, tentate estorsioni, detenzione di armi e episodi di violenza aggravati dal metodo mafioso.
La pena più pesante è stata inflitta a Salvatore Barbato, condannato a 13 anni e 9 mesi, seguito dal presunto ras Mauro Franzese, alias “Maruzziell”, che ha incassato 12 anni. Poi Jonathan Piglia con 8 anni e 9 mesi, Vincenzo Rullo con 8 anni, Salvatore Ambrosio, detto “’a mafietta”, con 7 anni e 8 mesi, e infine Salvatore Iorio con 4 anni e 4 mesi.
Il bilancio complessivo delle pene pronunciate arriva a 54 anni e 6 mesi di carcere.
Accuse ridimensionate sui fatti di sangue
Pur confermando l’esistenza di un articolato contesto criminale legato al controllo del territorio, il giudice ha alleggerito alcune delle contestazioni più pesanti formulate dalla Direzione distrettuale antimafia.
In particolare, Salvatore Barbato è stato assolto dall’accusa di aver partecipato al tentato omicidio di Vincenzo Capriello. Per Jonathan Piglia e Vincenzo Rullo, invece, lo stesso episodio è stato riqualificato nella fattispecie meno grave di lesioni gravi, con un evidente ridimensionamento dell’impianto accusatorio sul versante degli agguati.
Anche Salvatore Iorio esce in parte alleggerito dal verdetto: è stato infatti assolto dall’accusa di associazione mafiosa e da quella relativa a un violento pestaggio avvenuto ad Afragola nell’agosto del 2024.
Il gruppo sotto la lente della Dda
Secondo gli inquirenti, il gruppo avrebbe agito come una paranza satellite del clan Moccia, con base operativa a Casoria e con l’obiettivo di consolidare il controllo criminale del territorio. Al vertice dell’organizzazione sarebbe stato indicato proprio Mauro Franzese, ritenuto referente del clan nell’area.
Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile e coordinate dai sostituti procuratori Ilaria Sasso del Verme e Giorgia De Ponte, sotto il coordinamento dell’aggiunto Sergio Ferrigno, hanno ricostruito un’attività criminale sviluppatasi soprattutto a partire dal gennaio 2024.
Dalle 174 pagine del decreto di fermo emergeva una strategia definita serrata e finalizzata a imporre una presenza dominante sul territorio, attraverso richieste estorsive nei confronti di imprenditori edili, commercianti e operatori economici. Un piano che, secondo la Procura, sarebbe stato accompagnato da minacce, danneggiamenti e attentati intimidatori.
Droga, racket e summit operativi
Nella ricostruzione investigativa, accanto a Franzese avrebbero avuto un ruolo di primo piano Salvatore Barbato, Jonathan Piglia e Salvatore Ambrosio, indicati come uomini attivi soprattutto nella gestione delle piazze di spaccio e nell’imposizione del racket.
Gli stessi, in concorso con Vincenzo Rullo, avrebbero preso parte a summit e sopralluoghi finalizzati a individuare gli obiettivi delle estorsioni e a pianificare le azioni sul territorio. Salvatore Iorio, invece, sarebbe stato impegnato prevalentemente nel settore della droga e nei contatti con gruppi rivali.
Il quadro accusatorio si era ulteriormente aggravato, sul piano investigativo, con il pentimento di Giovanni Barra, collaboratore di giustizia che nel luglio scorso aveva chiamato in causa più volte proprio Franzese, rafforzando l’impianto della Dda.
Totale delle condanne
Il totale complessivo delle pene è:
Salvatore Barbato: 13 anni e 9 mesi
Mauro Franzese: 12 anni
Jonathan Piglia: 8 anni e 9 mesi
Vincenzo Rullo: 8 anni
Salvatore Ambrosio: 7 anni e 8 mesi
Salvatore Iorio: 4 anni e 4 mesi
Totale generale: 54 anni e 6 mesi di carcere
