Matrimonio dei Contini a Capri: un evento scintillante nel mirino della DDA
Il 27 giugno 2022, Capri ha fatto da sfondo a un matrimonio d’élite con la figlia del boss del clan Contini, Concetta De Luca, che ha sposato il giovane imprenditore Emmanuele Palmieri. Sullo scenario di Marina Piccola, i motoscafi solcavano le acque cristalline mentre gli agenti della Squadra Mobile conteggiavano silenziosamente gli invitati al festeggiamento, rivelatosi un evento cruciale per le indagini della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Napoli.
L’inchiesta, condotta dal GIP Fabrizia Fiore, ha svelato la riorganizzazione del clan Contini dopo la scarcerazione di Gennaro De Luca, noto come “ò Muntato”. Uscito di prigione il 12 giugno 2019, De Luca ha rapidamente ridisegnato le dinamiche di potere, affidando il traffico di droga ai fratelli Russo, indicati come “I Suricill”.
Un matrimonio sotto la lente d’ingrandimento
Le forze dell’ordine hanno osservato che, nonostante le direttive di De Luca per una celebrazione discreta, il clamore dell’evento era innegabile. Temendo infiltrazioni da parte delle forze di polizia, il boss ha imposto misure di sicurezza inusuali, tra cui la presenza di “fedelissimi” per mantenere il basso profilo.
Tuttavia, l’importanza sociale del matrimonio ha attratto un numero considerevole di commercianti locali, invitati a partecipare e, per molti, a contribuire economicamente. Questo atto di sottomissione al nuovo vertice del clan è stato documentato minuziosamente dagli investigatori.
Logistica e preparativi da veri professionisti
Sotto la supervisione di un wedding planner, il matrimonio è risultato un’opera di sfarzo: tavoli a specchio e decorazioni preziose trasportate sull’isola tramite una motonave privata. Sorprendentemente, i costi sono stati contenuti grazie all’intermediazione di un dipendente comunale, che ha garantito un “trattamento da capresi”.
In un contesto di ostentazione, il bilancio della cerimonia ha rivelato non solo un matrimonio di alto profilo, ma anche un patrimonio illecito. I magistrati hanno sequestrato a Palmieri sei società e beni difformi per un valore superiore ai due milioni di euro, frutto di attività illecite.
L’altezza della festa e la sorveglianza
Il banchetto ha visto esibirsi artisti di fama, mentre le acque circostanti sono state pattugliate dalla Guardia Costiera, attenta a eventuali attività sospette. Un piano era previsto per un finale spettacolare, con fuochi pirotecnici che avrebbero creato un’illuminazione sul simbolo dell’isola. Tuttavia, l’autorizzazione non è mai arrivata.
Le conseguenze legali
La festa si è conclusa nel silenzio della notte, con gli invitati che lasciavano l’isola mentre si avviavano le indagini che avrebbero messo in discussione la loro partecipazione. Le manette e i sigilli hanno segnato la fine del sogno per il clan.
Secondo il GIP Fiore, il matrimonio, pur apparendo come una celebrazione innocente, ha esposto la fiorente economia illecita del clan. Palmieri, considerato dagli inquirenti una “cassaforte”, è diventato l’obiettivo primario delle indagini, segnando così un capitolo cruciale nel contrasto al crimine organizzato.
Le indagini continuano, con gli inquirenti che esplorano ulteriormente le connessioni tra economia lecita e illecita, a testimonianza di un sistema di potere ben radicato e in continua evoluzione.
