Maxi sequestro in carcere a Secondigliano: trovati 23 cellulari e droga nel reparto dei boss

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Sequestro di Arsenale e Stupefacenti nel Carcere di Secondigliano

Napoli – Venerdì 6 marzo 2024, una perquisizione ordinaria ha portato al sequestro di un arsenale tecnologico e di diverse dosi di stupefacenti all’interno del centro penitenziario di Secondigliano. L’operazione ha rivelato la persistenza di comunicazioni illecite e di spaccio di droga tra i detenuti.

L’azione, coordinata dal Primo dirigente Gianluca Colella, ha avuto luogo nelle sezioni 5 e 6 del reparto “Liguria”, dove sono detenuti i prigionieri del circuito di Alta Sicurezza. Durante il blitz, gli agenti della Polizia Penitenziaria hanno recuperato 20 smartphone di ultima generazione, 3 micro-telefonini e 6 panetti di hashish.

Raffaele Munno, vicesegretario regionale del SAPPE (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria), ha evidenziato l’importanza dell’intelligence interna nel contrastare l’introduzione di materiale proibito, il quale viene spesso infilato nella struttura tramite canali sofisticati.

Secondo Donato Capece, segretario generale del SAPPE, il fenomeno dell’uso di telefoni e sostanze stupefacenti nelle celle è in costante crescita, compromettendo la sicurezza degli istituti di pena. Capece ha inoltre sottolineato la professionalità del personale di polizia penitenziaria, che opera nell’ambito della prevenzione e della polizia giudiziaria.

La complessità della situazione è ulteriormente accentuata dal sovraffollamento del carcere di Secondigliano. Dati aggiornati al 28 febbraio riferiscono di 1.534 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare di 1.000 posti, di cui 137 donne.

Nonostante i risultati ottenuti, il sindacato ha evidenziato le criticità legate alla cronica carenza di organico e ha richiesto interventi strutturali al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP).

In un contesto in continua evoluzione, il SAPPE chiede anche l’adozione di tecnologie avanzate per combattere i tentativi di comunicazione illecita. “Occorrono strumenti di ultima generazione per schermare gli istituti e rilevare dispositivi elettronici”, ha concluso Capece, sottolineando che tali misure sono necessarie per garantire una maggiore sicurezza all’interno delle strutture penitenziarie.

Le indagini proseguono, mentre la Polizia Penitenziaria rimane impegnata nella lotta contro il traffico di droga e la gestione di una realtà carceraria sempre più complessa.

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