Casal di Principe: Minacce al Magistrato Catello Maresca
Un episodio inquietante si è verificato a Casal di Principe, dove il magistrato Catello Maresca, attualmente consigliere comunale di Napoli e noto per la sua lotta al clan dei Casalesi, ha ricevuto minacce via social media. La comunicazione, inviata tramite un profilo anonimo su TikTok, conteneva frasi allarmanti come: «Sei morto» e riferimenti diretti ai Casalesi, suggerendo che l’organizzazione criminale non fosse estinta.
Durante un incontro pubblico sul referendum giustizia, il magistrato ha ricevuto un messaggio dal nickname “casalesenfam”, che ha suscitato forte preoccupazione tra le forze dell’ordine. Le intimidazioni specifiche, tra cui frasi come «Stiamo uscendo da galera», si riferiscono a imminenti scarcerazioni di alcuni esponenti del clan, tra cui i fratelli Garofalo e Michele Fontana, il cui ritorno in libertà potrebbe rappresentare una minaccia significativa per la stabilità della regione.
Negli ultimi trenta giorni, l’area dell’agro aversano è stata segnata da una serie di attentati dinamitardi, tre in totale, tra cui uno che ha colpito una cornetteria a Casapesenna. Questi eventi evidenziano una crescente escalation di violenza, che Maresca aveva già denunciato sui social, esprimendo preoccupazione per un possibile rafforzamento del clan.
In seguito alle minacce, Maresca ha presentato denuncia alle autorità competenti. La recente riduzione della sua scorta amplifica i timori riguardanti la sua sicurezza, soprattutto considerando la coincidenza temporale con il ripristino di presenze di peso nel mondo della criminalità. «La concomitanza tra queste minacce e il ritorno di personaggi ingombranti è sospetta», ha evidenziato Maresca, indicando che la lotta contro il clan dei Casalesi è un’opera ancora in corso.
Questo episodio segna un momento di tensione non solo per il magistrato Maresca, già noto per aver catturato Michele Zagaria nel 2011, ma anche per le autorità che cercano di mantenere la sicurezza pubblica in un territorio da sempre segnato da infiltrazioni mafiose. Le indagini sono in corso, e le forze dell’ordine vigilano attentamente sul fronte della sicurezza, in un contesto di allerta elevata.
